Agsm e operazione Ascopiave, battibecco tra Sboarina e il PD

Intanto il consigliere Bertucco presenta un'interrogazione sulle spese avvenute durante la presidenza Croce. «Pagina buia di cui il sindaco deve rendere conto ai veronesi facendo trasparenza fino in fondo»

Sede Agsm (Fermo immagine video Facebook)

Acquisizione dei rami di vendita di energia e gas e delle reti di Ascopiave Treviso. Questa è stata la prima decisione presa dal nuovo consiglio di amministrazione di Agsm presieduto da Daniele Finocchiaro. L'operazione non è vincolante e sarà portata avanti in collaborazionecon Aim Vicenza, con cui Agsm intende ancora fondersi, e con la società lombarda A2a. Per portarla a termine, l'azienda controllata dal Comune di Verona dovrà presentare un'offerta vantaggiosa entro il prossimo 15 luglio.

La decisione è stata presa con il voto favorevole della maggioranza dei consiglieri del cda di Agsm. Unico voto contrario, quello della consigliera Stefania Sartori, consigliera nominata in quota PD in rappresentanza delle minoranze del consiglio comunale di Verona. E il suo voto contrario è stato criticato dal sindaco Federico Sboarina, il quale ha giudicato quella posizione come una posizione contraria ad ogni tipo di aggregazione prevista per Agsm, pur confermando che proprio sulle possibili aggregazioni nulla è ancora definitivo.
Ma il Partito Democratico si difende e riprende proprio una frase di Sboarina. «Sui progetti di aggregazione non c'è ancora nulla di definitivo», ha detto il sindaco.

La cosa triste e inaccettabile è proprio questa - scrivono i consiglieri comunali Elisa La Paglia, Federico Benini e Stefano Vallani - Dopo due anni di chiacchiere e annunci e dichiarazioni, non solo il tema della fusione con Aim è fermo alle letterine d'intento, ma nel frattempo è stato surclassato dall'operazione Ascopiave che nella migliore delle ipotesi per Agsm significa tagliarsi una gamba. Molto semplicemente chiediamo che il partner industriale di Agsm venga individuato con una procedura informata, trasparente e pubblica, e non sulla base degli umori del sindaco e dell'assessore alle partecipate. Né più né meno di quello che dice anche la legge, la quale non prevede le scorciatoie dell'entrata di nuovi partner industriali dalla porta di servizio di partecipazioni inferiori al 5% come già sperimentato con risultati pessimi con l'aeroporto. Se ci fossero ancora dei dubbi sul ruolo di "buco nero" che A2a sta svolgendo tra le multiutility storiche della pianura padana, basti leggere le cronache del bresciano, del lodigiano, del cremonese dove ancora non si capacitano di come si sono fatti inghiottire. E dove l'Anac, l'autorità anticorruzione, sta lavorando come una forsennata. Noi abbiamo a cuore il patrimonio dei veronesi e faremo tutto il necessario per tenere Agsm lontano da  A2a, evitando così che Verona perda il controllo anche sulla sua multiutility dopo aver perso il controllo dell'aeroporto, delle autostrade e delle banche. E il carattere "non vincolante" dell'offerta non rassicura nessuno nella misura in cui il Comune non ha un piano B.

Sulle spese della vecchia presidenza Croce si concentra invece un'interrogazione del capogruppo di Verona e Sinistra in Comuna Michele Bertucco. Un'interrogazione nata dalla relazione del Collegio dei Revisori di Agsm da cui «emerge - fa sapere Bertucco - un quadro di gestione dell'azienda del tutto auto-referenziale che non ha precedenti noti nella storia di Agsm e che ci dimostra che cosa accade quando le aziende pubbliche vengono spartite come bottino elettorale e non assegnate a personale competente come patrimonio cittadino da valorizzare».

Non credo alla storiella del Sindaco che si è mosso tempestivamente appena avuto il sentore di tali retroscena - prosegue il capogruppo di Verona e Sinistra in Comune - perché i segnali di disagio in Agsm erano noti fin dall'autunno 2018. Il sindaco si è attivato solo a seguito delle inchieste della magistratura e dopo essersi convinto che poteva fare politicamente a meno dello stesso Croce. È questa una pagina buia della sua amministrazione di cui il sindaco deve rendere conto ai veronesi facendo trasparenza fino in fondo.

Le questioni sollevate dal collegio dei revisori sulle spese della gestione Croce di Agsm riguarderebbero quelle dichiarate per le celebrazioni del 120esimo anniversario dell'azienda; quelle per la pubblicità su giornali e tv; alcune consulenze sospette e la selezione del nuovo direttore generale, selezione terminata con un buco nell'acqua perché nessun candidato è stato giudicato idoneo.

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