Agsm salvAmi(a), i presidenti Michele Croce e Bruno Tacchella replicano alle polemiche

«Il voto dei due CdA - spiegano i rispettivi presidenti di Agsm ed Amia, Croce e Tacchella - conferma l’impegno dell’intero Gruppo per una gestione sempre più attenta sul versante dei costi e delle spese, cercando di attuare strategie e sinergie utili a migliorare la redditività»

Il presidente di Agsm Michele Croce - immagine d'archivio

«Ammesso che non infranga la legge sulla tariffa dei rifiuti, la quale prevede che i costi dello smaltimento dei rifiuti vengano interamente coperti dalla tariffa, è facile prevedere che il cosiddetto "salva-Amia" si tradurrà nel breve-medio periodo in un ulteriore aggravio di costi per Amia stessa. Ogni volta che l’azienda ha distaccato o ceduto dipendenti e relative funzioni ad Agsm, ad esempio le buste paga, Amia infatti ha sempre finito per pagare il servizio più di quanto le costasse produrselo da sola». Così si esprimeva il gruppo consiliare comunale Pd composto da Elisa La Paglia, Federico Benini e Stefano Vallani in relazione alle vicende interne che stanno interessando non solo le due aziende veronesi, una della quali (Amia) con un bilancio non esattamente roseo, ma anche la maggioranza di centrodestra del Comune, supportata proprio da quella "Verona Pulita" il cui primo esponente è lo stesso presidente di Agsm Michele Croce.

Il caso è scoppiato pubblicamente dopo che il numero legale nel consiglio di amministrazione di Agsm è venuto a mancare mercoledì. A denunciare la cosa era stato nell'immediato il consigliere comunale di Verona Civica Tommaso Ferrari: «I consiglieri di maggioranza hanno fatto mancare il numero legale nel CdA Agsm, fatto che fa emergere ancora una volta i principali aspetti che noi di Traguardi durante la gestione Sboarina e Croce continuiamo a ribadire. Da una parte la latitanza di una politica industriale vera e propria: esempi lampanti sono la non-nomina del Direttore Generale, un piano industriale in assenza di Direttore Generale, strategie di business abbozzate, uno statuto ancora da adeguare alle vigenti normative e salvataggi di aziende in extremis senza una prospettiva di sviluppo (Amia). Dall'altra, il rapporto tra proprietà (Comune di Verona) e Agsm che è tutto eccetto un rapporto dialogico di condivisione di visione, strategie nel rispetto dei rispettivi ruoli, ma sembra piuttosto un braccio di ferro politico. Un esempio su tutti?  - aveva quindi concluso il consigliere comunale Tommaso Ferrari - Agsm che nell'annunciare il Piano industriale conferma gli investimenti in Albania, e dopo alcuni mesi il Consiglio Comunale vota l’indicazione di dismissione degli stessi asset».

Sulla medesima linea si era inoltre aggiunto nelle scorse ore anche il commento del consigliere di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco, affrontando in particolare la questione del ventilato possibile trasferimento di circa quindici dipendenti da Amia ad Agsm: «Siamo curiosi di leggere - aveva dichiarato Bertucco - le ragioni con cui i vertici Agsm cercheranno di motivare l’assorbimento di una quindicina di dipendenti Amia. Di certo non potranno dichiarare che così facendo intendono tappare una parte del buco di bilancio di Amia. Vedremo pure quando Croce e Sboarina si decideranno ad informare i sindacati che, ad esempio in caso di cessione di ramo d’azienda, hanno un ruolo riconosciuto dalla legge. Questo continuo tappare le falle e rincorrere le emergenze senza avere un visione di dove vanno le aziende comunali è frutto di una gestione personalistica delle aziende, dell’assenza di una strategia da parte di una amministrazione comunale debolissima e di posizioni mai chiarite sulla riorganizzazione del gruppo Agsm». 

A tutte queste polemiche hanno voluto rispondere i diretti interessati, vale a dire il Presidente di Agsm Verona, Michele Croce, oltre a quello di Amia, Bruno Tacchella, i quali in una nota stampa hanno tenuto a precisare che «nell’ambito dell’elaborazione del Piano economico finanziario di Amia per il 2019 (da cui scaturisce la determinazione della tariffa rifiuti) e nell’ottica della complessiva opera di efficientamento e riduzione dei costi dell’intera multiutility scaligera già avviata negli ultimi diciotto mesi dal nuovo vertice di Agsm, i Consigli d’amministrazione di Agsm Verona e di Amia hanno approvato all’unanimità (con la sola astensione del Consigliere di minoranza di Agsm Verona) una proposta di interventi per ottimizzare la gestione del personale di Amia nell’ottica di Gruppo»

«Questa proposta - hanno quindi aggiunto i presidenti di Agsm ed Amia - sarà sottoposta alle Organizzazioni sindacali di Amia nella giornata di giovedì prossimo per doverosa informazione e con la volontà di condivisione del percorso di razionalizzazione individuato, preservando e valorizzando le competenze. Agsm ed Amia si confermano disponibili a proseguire nei colloqui e nelle informative con le rappresentanze sindacali. Il voto dei due Consigli di Amministrazione - hanno quindi concluso Croce e Tacchella - conferma l’impegno dell’intero Gruppo per una gestione sempre più attenta sul versante dei costi e delle spese, cercando di attuare tutte quelle strategie e sinergie utili a migliorare la redditività senza gravare sull’efficacia del servizio e i tributi richiesti ai cittadini. Un’opera doverosa che viene svolta costantemente e che proseguirà anche con ulteriori iniziative nel rispetto dell’autonomia delle singole aziende».

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