Accordo Agsm-Aim-A2A, Croce: «Neanche una svendita, è un regalo»

Il leader di Prima Verona contesta la possibile intesa tra il colosso lombardo e le due multiutility di Verona e Vicenza. «Agsm e Aim cederebbero il 30% delle quote ai milanesi di A2A in cambio di un inceneritore fotocopia di Ca' del Bue»

Michele Croce

Non una svendita, ma un regalo. Per il leader di Prima Verona Michele Croce, l'accordo a tre tra Agsm, Aim e A2A è anche peggio del previsto. Da sempre contrario all'intesa con il colosso lombardo, Croce è consapevole che la fusione tra le due multiutility di Verona e Vicenza non era abbastanza per creare un soggetto economico competitivo sul mercato. Per l'ex presidente di Agsm, il terzo partner commerciale si sarebbe dovuto trovare in aziende dalla grandezza paragonabile a quella delle due più importanti società controllate dai Comuni di Verona e Vicenza. E pur non essendo solo in questa posizione, la strada sembra essere quella di fondere Agsm e Aim con una futura società satellite di A2A. Una affare che Croce aveva definito una svendita del patrimonio veronese all'azienda lombarda. «Ma ci sbagliavamo, perché eravamo stati troppo ottimisti - dice il creatore di Prima Verona - Credevamo che volessero svendere Agsm ai milanesi di A2A. E invece no, la stanno regalando».

Martedì 14 gennaio c'è stata una riunione importante in Agsm, convocata dal presidente Finocchiaro con i presidenti e i direttori del gruppo - racconta Michele Croce - Alcuni di loro, increduli, mi hanno aggiornato. Secondo le intenzioni del sindaco di Verona Sboarina, di Finocchiaro e di tutti coloro che silenziosamente li appoggiano, Agsm e Aim cederebbero il 30% delle quote ai milanesi di A2A in cambio di un'altra Ca' del Bue.
Il 30% di Agsm-Aim, che sfiorano insieme un valore di 2 miliardi di euro, in cambio di un inceneritore fotocopia di Ca' del Bue, vecchio di trent’anni, tre incendi negli ultimi tre anni, in fase di parziale rifacimento, con gestione in perdita in quanto sottoutilizzato al 43% perché non ha rifiuti disponibili da bruciare, nel territorio del Comune di Parona, in provincia di Pavia, che anche grazie all'inceneritore ha il triste primato di essere diventato il paese più inquinato d’Europa.
In pratica: Verona e Vicenza fanno un favore a A2A e gli regalano il 30% di Agsm-Aim. Anziché ricevere il giusto valore (se proprio si volesse vendere il valore sarebbe di almeno 600 milioni di euro), Agsm e Aim si impegnano a regalare i propri rifiuti che serviranno per mettere in sesto un inceneritore vecchio e inutilizzato.
Ma non è tutto. Con il solo 30% di Agsm e Aim, A2A ne esige anche il controllo e nominerebbe l'amministratore delegato di Agsm-Aim. È un furto. Semplicemente un furto. Non possiamo stare ancora alla finestra. Difenderemo Agsm, il suo capitale umano e quello economico, con iniziative giudiziarie, amministrative e civiche in tutte le direzioni. Difenderemo Verona e salveremo Agsm.

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