Verona. Kyenge in città per affrontare il tema profughi: "La ricetta Zaia è una non soluzione"

L’ex ministro ed europarlamentare PD sarà a Verona, Venerdì 8 maggio, alle 20.45, presso il Centro Culturale 6 maggio: "Luca Zaia continua con lo stesso disco rotto delle piccole patrie, un irrealistico Veneto fortezza"

L’ex ministro ed europarlamentare PD, Cécile Kyenge sarà a Verona, Venerdì 8 maggio, alle 20.45, presso il Centro Culturale 6 maggio di via Mantovana, 66 per illustrare l’impegno nelle istituzioni europee per una vera politica comune dell’immigrazione.

Stiamo dando battaglia in Europa come PD perché questa emergenza sia assunta come questione europea e non più solo italiana - spiega Kyenge - dando finalmente attuazione piena al principio di solidarietà europea”.

In merito alla situazione dei profughi in Veneto, l’europarlamentare sottolinea: "Il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, mentre si gioca questa battaglia fondata su più solidarietà europea, continua con lo stesso disco rotto delle piccole patrie, un irrealistico Veneto fortezza. Non si può chiedere più aiuto dall’Europa e al contempo chiamarci fuori. Giocare al fortino assediato è proprio il modo per non uscirne mai: la ricetta Zaia è una non soluzione, Zaia dovrebbe proporre soluzioni vere invece di lamentarsi. Non possiamo rimanere indifferenti di fronte alle vite che il mare inghiotte ogni giorno, il Veneto che vuole, deve e può contare di più in Europa parli un’altra lingua, quella della sua storia e delle sue radici solidali: più umana, più solidale, quindi più europea. Stiamo pagando decenni di malgoverno dell’immigrazione. Oggi stiamo lavorando per trovare soluzioni, a tutti i livelli. Soffiare sul fuoco di un disagio per le comunità significa solo contribuire ad aumentare quel disagio invece di risolverlo”.

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"Si propongano soluzioni - conclude - una distribuzione più attenta dei profughi sul territorio, seguendo un principio di proporzionalità. Tempi certi e più rapidi di esame delle domande d’asilo, programmare attività di servizio alla comunità da far svolgere loro mentre è in corso l’esame delle loro domande asilo. Non c’è condiziona più alienante per un essere umano, del limbo dell’attesa”.

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