Dal romanzo di Miguel de Cervantes in scena al Teatro Nuovo "Don Chisciotte"

Il sesto appuntamento della rassegna Il grande teatro al Nuovo di Verona, dal 12 al 16 febbraio alle ore 20.45 e il 17 febbraio alle ore 16, è con "Don Chisciotte", spettacolo tratto dal romanzo di Miguel de Cervantes. Prodotto dal Nuovo Teatro e dal Teatro della Toscana - Teatro Nazionale si avvale dell’adattamento di Francesco Niccolini e della regia di Alessio Boni, Roberto Aldorasi e Marcello Prayer. Ne sono protagonisti Alessio Boni, Serra Yilmaz e Marcello Prayer.

«Chi è pazzo? Chi è normale? Forse chi vive nella sua lucida follia – dice Alessio Boni – riesce ancora a compiere atti eroici. Di più: forse ci vuole una qualche forma di follia, ancor più che il coraggio, per compiere atti eroici. La lucida follia è quella che ti permette di sospendere, per un eterno istante, il senso del limite: quel “so che dobbiamo morire” che spoglia di senso il quotidiano umano, ma che solo ci rende umani. L'animale non sa che dovrà morire: in ogni istante è o vita o morte. L'uomo lo sa ed è, in ogni istante, vita e morte insieme. Emblematico in questo è Amleto, coevo di Don Chisciotte, che si chiede chi vorrebbe faticare, soffrire, lavorare indegnamente, assistere all’insolenza dei potenti, alle premiazioni degli indegni sui meritevoli, se tanto la fine è morire?  Don Chisciotte va oltre: trascende questa consapevolezza e combatte per un ideale etico, eroico. Un ideale che arricchisce di valore ogni gesto quotidiano. E che, involontariamente, l'ha reso immortale. È forse folle tutto ciò? È meglio vivere a testa bassa, inseriti in un contesto che ci precede e ci forma, in una rete di regole pre-determinate che, a loro volta, ci determinano? Gli uomini che, nel corso dei secoli, hanno osato svincolarsi da questa rete - avvalendosi del sogno, della fantasia, dell'immaginazione – sono stati spesso considerati “pazzi”. Salvo poi venir riabilitati dalla Storia stessa. Dopotutto, sono proprio coloro che sono folli abbastanza da credere nella loro visione del mondo, da andare controcorrente, da ribaltare il tavolo, che meritano – conclude Boni - di essere ricordati in eterno: tra gli altri, Galileo, Leonardo, Mozart, Che Guevara, Mandela, Madre Teresa, Steve Jobs e (perché no?) Don Chisciotte».

(fonte Comune di Verona)

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