Il principe Amedeo di Savoia "ritrova" la sua testa a Custoza

Si terrà il prossimo 31 marzo, alle ore 11.30, la cerimonia di inaugurazione del primo intervento di restauro della statua del Principe Amedeo di Savoia, duca d’Aosta, figlio del re Vittorio Emanuele II sita in località Cavalchina a Custoza.

Nel corso dell’ultima settimana di marzo infatti, verrà installata sulla statua la testa bronzea del principe, decapitata da ignoti nel gennaio 2012 con atto vandalico. L’opera è stata donata dallo scultore Nicola Beber, e fusa dalla fonderia Artebronzo di Villafranca che provvederà anche all’installazione.

Dopo l’acquisizione della Statua all’interno del patrimonio comunale nel 2017, e l’autorizzazione al restauro da parte della Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Verona, Rovigo e Vicenza arrivata lo scorso febbraio 2019, l’Amministrazione comunale ha deciso di procedere con il primo intervento, che si è reso necessario per scongiurare il peggioramento delle condizioni conservative della parte bronzea, attualmente forata e quindi maggiormente vulnerabile all'azione dell’acqua.

Il Comune intende successivamente reperire i fondi necessari al restauro completo del monumento di grande valenza storica, monumentale e culturale, anche tramite richiesta di finanziamento alla Regione Veneto.

Dietro le quinte del restauro

Dietro al restauro un lavoro importante, svolto negli ultimi 5 anni di amministrazione, in cui si è cercato di ricostruire la storia del monumento per svelare il mistero sulla proprietà della statua e del terreno su cui insiste.

Dopo la decapitazione infatti, la giunta comunale di allora si mosse anzitutto per capire chi fosse il proprietario della statua, per procedere al ripristino della testa. Nel dicembre 2013 l’interrogativo rimase e arrivò una comunicazione della Soprintendenza in cui si evidenziava lo stato di degrado del monumento, esortando il Comune a fornire le generalità del proprietario dell’area su cui si trova il monumento.

Dal 2014 quindi, con l’insediamento della nuova amministrazione, si è avviato un intenso lavoro di ricerca per capire la storia, individuare il proprietario, e salvare il monumento.

La storia del monumento

Si scopre così che la statua fu eretta su mozione della Giunta Comunale del comune di Sommacampagna del 1890 che, appresa la notizia della morte del Principe Amedeo avvenuta  il 18 gennaio 1890, si costituì in comitato esecutivo e indisse un concorso. I bozzetti presentati vennero giudicati da una Commissione d’Arte con i maggiori esponenti del settore dell’epoca della città di Verona.

L’Obelisco in pietra Simona, a bozzetto di Pietro Bordini fu inaugurato il 24 giugno 1894, e presenta un altorilievo in bronzo, fuso dall’artista milanese Ceriani, con il ferimento del Principe. Il comitato consegnò il monumento alla Delegazione Provinciale (che, vista l’importanza dell’evento, si era offerta di organizzarlo) per vegliarne la custodia e la conservazione.

Eretta e inaugurata la statua se ne persero le tracce nel tempo fino agli anni ’50, in cui si è trovata una corrispondenza tra Comune di Sommacampagna e Provincia per stabilire chi fosse il proprietario del monumento. Nel 1948 il Comune restaurò il monumento chiedendo un contributo alla Provincia, che glielo concesse.

In base ai documenti consultati nell’Archivio di Stato di Verona, si scopre che il monumento è stato eretto sul mappale 1337 del catasto austriaco. Nel 1898 proprietario di quel terreno diventò il cavalier Gaetano Dolci. Tramite la Conservatoria dei beni immobiliari di Verona si trova un elenco dei movimenti di compravendita di beni del Cavaliere, oltre che l’atto di eredità, ma in generale i documenti trovati sono di difficile interpretazione e in essi non viene mai citato il mappale 1337, probabilmente convertito nel Mappale A, 41 e 42, di identica consistenza degli attuali.

Nel novembre 2016 quindi, riscontrata la difficoltà nel determinare la proprietà, considerata la necessità di restaurare l’opera e visto l’interesse del Comune di Sommacampagna di farsi carico del monumento, si è deciso di procedere con un avviso pubblico per verificare eventuali manifestazioni di interesse della proprietà, con pubblicazione di 120 giorni. Alla scadenza del tempo fissato, il Comune di Sommacampagna è entrato in possesso del monumento.

Nel giugno 2018 arriva il riconoscimento della valenza culturale del monumento, seguito, il 15 febbraio 2019, dall’autorizzazione al restauro dalla Soprintendenza.

Il commento della consigliera Eleonora Principe

Commenta così Eleonora Principe, consigliera alla promozione turistica, che ha seguito in prima persona tutto l’iter, occupandosi della ricerca storica e del coordinamento degli uffici:

«L’installazione della testa del Principe Amedeo è un primo passo, ma un grande risultato, in quanto rappresenta il frutto di un lavoro sotto traccia di molti uffici». Si sono infatti occupati della questione l’ufficio affari generali, contratti, edilizia e urbanistica, lavori pubblici. Continua Principe: «Per promuovere il nostro territorio è necessario valorizzare e prendersi cura del patrimonio storico artistico. Solo così si può creare interesse da parte dei cittadini e offrire un miglior servizio ai turisti».

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