«Se l'è cercata», «le donne mentono sempre». Le parole che creano i pregiudizi sulle donne

Una donna ha avuto una promozione sul lavoro? “Avrà sedotto il capo perché le donne usano il sesso per fare carriera”. Una donna viene violentata? "Se l'è cercata” oppure “Ma com'era vestita?” peraltro "Le donne mentono sempre”. Questi sono solo alcuni dei pregiudizi che la nostra società ha interiorizzato. Pregiudizi volti a neutralizzare la donna e a perpetuare una sudditanza e una discriminazione di genere in ogni settore, soprattutto in quello giuridico. 

Paola di Nicola, giudice del Tribunale penale di Roma, ha scritto un libro dal titolo “La mia parola contro la sua” su questo tema per raccontare come nasce il pregiudizio verso le donne nelle aule di tribunale, ovvero il luogo in cui dovrebbe regnare la verità e invece troppo spesso domina lo stereotipo. L’autrice Paola Di Nicola ne parlerà con l’avvocata Elisabetta Baldo, consigliera dell’Ordine degli Avvocati di Verona sabato 25 maggio alle 11 all’Università degli Studi di Verona – Dipartimento di Scienze Giuridiche, aula magna. L’incontro è organizzato in collaborazione con l’Università di Verona, l’Ordine degli Avvocati all’interno del percorso Diffusioni, iniziative di riflessione aperte a tutta la cittadinanza e VEGA, Veronesi giuriste associate.

L’incontro sarà preceduto dai saluti della professoressa Alessandra Cordiano, del direttore di Dipartimento Stefano Troiano e della Presidente dell’Ordine Avvocata Barbara Bissoli. Interverranno Nicoletta Ferrari, componente della Commissione Pari Opportunità della Regione Veneto ed Elisa Montresor, coordinatrice Comitato Pari Opportunità COA Verona

All’interno del libro, Paola Di Nicola parte dal frutto del suo stesso lavoro, le sentenze, per esplorare ambiti culturali, geografici e storici traendone la convinzione della trasversalità dei pregiudizi sul femminile e sul maschile in ogni luogo ed in ogni epoca. Infatti, si leggono frammenti di interrogatori e di storie di donne della mafia, di attrici di Hollywood, di donne comuni. Si riflette su come il linguaggio costruisca l’identità, su come ciò che non ha nome alla fine non esista ed esprime un invito a donne e uomini al confronto ed al dialogo, fiduciosa che dalle differenze possano nascere buoni frutti. L’incontro è libero ed aperto alla cittadinanza. 

L’incontro sarà preceduto dall’inaugurazione alle 10.15 della mostra “Com’eri vestita?” dedicata alla memoria di Anna Costanza Baldry, psicologa e docente universitaria recentemente scomparsa, promossa e patrocinata dal Comitato Unico di Garanzia dell’Università di Verona in collaborazione con l’Associazione Isolina e... “Il titolo della mostra è una domanda troppo spesso posta alle donne vittime di violenza che sottende una sfumatura accusatoria come a dire che, attraverso i propri vestiti la donna se la sia cercata e insinua l’idea che con abiti diversi quella violenza poteva essere evitata” commenta Cristina Iannamorelli, Presidente del Comitato Unico di Garanzia. La mostra, allestita nel Chiostro del Dipartimento di Scienze giuridiche, resterà aperta fino al 31 maggio. 

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