Estate teatrale di prosa e danza in Corte Mercato Vecchio con 10 imperdibili spettacoli

La 70a Estate Teatrale Veronese, oltre alle trentasette serate di prosa, danza e musica al Teatro Romano, prevede nel suggestivo contesto scenico di Corte Mercato Vecchio dieci spettacoli (cinque di danza e cinque di prosa per complessive ventidue serate dal 28 giugno al 28 luglio). In cartellone anche due spettacoli di teatro ragazzi.

Prosa

A inaugurare la sezione prosa il 28 e 29 giugno è Fondazione Aida che presenta Il lago dei cigni, rivisitazione in forma di pantomima dell’omonimo balletto di Ciaikovski. In scena Marco Rampello, Irene Canali e il Quintetto di fiati dell'Orchestra da Camera di Mantova.

Il lago dei cigni, il balletto per eccellenza, in una nuova trasposizione a misura di… bambino! Ma cosa succede se, quando tutto è pronto per andare in scena, una catena di fortuiti eventi scombina le carte della rappresentazione? Le luci sono accese, le scene installate, le poltrone della platea pronte ad accogliere gli spettatori. Mancano solo gli artisti! Poco prima di aprire il sipario arriva la terribile notizia: i ballerini sono tremendamente in ritardo e i membri dell’orchestra hanno quasi tutti l’influenza. Che fare? In scena rimangono solo i musicisti superstiti e due poveri inservienti. Non resta che fare di necessità virtù e unire le forze per offrire al pubblico impaziente lo spettacolo a cui vuole assistere a ogni costo. I musicisti sono pochi, ma bravissimi. Gli inservienti non avranno frequentato l’Accademia e non si saranno mai esibiti su un palcoscenico, ma in tanti anni dietro le quinte hanno visto così spesso l’opera che ormai la conoscono a menadito. Aiutati da ingegno e fantasia – e persino dai loro strumenti di lavoro, come scope e secchi, trasformati in oggetti animati – racconteranno, con il solo impiego del gesto, la fiaba della bella Odette trasformata in cigno e del principe Sigfried che se ne innamora. Come andrà a finire? Non possiamo saperlo perché non è il “solito” Lago dei cigni! Ciò di cui siamo certi, però, è che la musica resterà fedelmente quella originale di Ciaikovski, in tutto il suo fascino, che il risultato finale sarà divertentissimo e che tutti saremo felici e contenti. Proprio come nelle favole.

Segue, il 3 e 4 luglio, proposto sempre da Fondazione Aida, Il libro della giungla dall’omonima raccolta di racconti di Rudyard Kipling con la regia di Pino Costalunga. Ne sono interpreti Nicola Perin, Claudia Bellemo e Matteo Fresch.

Arriva in scena la versione teatrale di una delle storie più amate dai bambini nel corso di decenni, dal bestseller di Kipling alla versione cartoon Disney. Una fiaba famosissima, che contiene anche numerose chiavi di lettura e un invito a crescere affrontando le sfide, anche quando fanno paura. L’universo del giovane Mowgli è la giungla. È questo l’unico luogo che ha mai conosciuto, casa sua. È qui che vivono la sua famiglia, i lupi, e i suoi migliori amici: l’orso Baloo e la tigre Bagheera. Ma la giungla è anche e soprattutto un luogo pieno di insidie e pericoli, che non poche volte mettono a rischio la vita di Mowgli: nella giungla, infatti, c’è Shere Khan, la terribile tigre che ha giurato di uccidere il cucciolo d’uomo, tanto diverso dagli altri animali. “Per questo tutti ti odiano – spiega Bagheera a Mowgli – perché gli occhi degli abitanti della giungla non possono sostenere il tuo sguardo; perché sei saggio; perché hai tolto le spine dai loro piedi; perché sei un uomo”. È facile, quindi, comprendere come la giungla sia soprattutto una metafora. La giungla è là fuori, ovunque, con le sue avventure eccitanti, gli amici da conoscere, ma anche paure e pericoli. È su questo tema che si concentra questa versione teatrale del Libro della giungla, mantenendo sempre fede allo straordinario racconto di Kipling e ai suoi indimenticabili personaggi.

Il 10, 11, 12 e 13 luglio è la volta di Cantieri Invisibili con Preti avvocati dottori peste e così sia!, testo e regia di Matteo Spiazzi. Ne sono interpreti  Massimiliano Di Corato, Gilberto Innocenti e lo stesso Spiazzi.

Siamo a Verona, il vecchio Pantalon de Bisognosi, appena tornato dal fastoso funerale della cara (neanche troppo) sorella, si ritrova a dover fare da tutore a una nipote lontana. Il vecchio spilorcio cercherà subito di approfittare dell'eredità della sorella, lasciata interamente alla giovane nipote, e metterà in piedi un fitto gioco di interessi e loschi intrighi. Le cose però non vanno mai come dovrebbero e, per riuscire nella sua impresa, avrà bisogno dell'aiuto di un improbabile avvocato, uno strano dottore ipocondriaco e naturalmente di un prete. Come se non bastasse, i giovani coi loro ardenti sentimenti si frappongono in questi piani. Chi l'avrà vinta? Il potere dell'amore o l'amore per il potere? Ma sarà la notizia di una presunta peste in città a mescolare ulteriormente le carte...

Il 17, 18, 19 e 20 luglio Punto in Movimento / Shiftingpoint porta in scena Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare con la regia di Roberto Totola.

«Quello che ho ricercato, assieme al nutrito gruppo di attori, è il lavoro sull'inconscio che Shakespeare suggerisce attraverso i suoi versi. Dalla razionalità delle regole rigide e dei doveri della famiglia e della società alla libertà della dimensione onirica, ribelle, tragicomica e grottesca. Dopo il debutto nell’estate 2016 della Dodicesima notte e nell’estate 2017 di Molto rumore per nulla, eccoci oggi a definire la nostra trilogia shakespeariana presentando il Sogno di una notte di mezza estate. La produzione vede anche la realizzazione del progetto “Diversità integrata e Spettacolo”, attuato da quasi quindici anni, che prevede la partecipazione attiva di persone con disabilità alle produzioni di teatro e cinema, superando l’idea di contesto dedicato (il teatro non riabilita una persona disabile più di quanto non riabiliti una persona normodotata).» (Roberto Totola)

Chiude la sezione prosa, il 24, 25, 26 e 27 luglio, il Teatro Scientifico - Teatro/Laboratorio con Oggi è Otello diretto e interpretato da Isabella Caserta e Francesco Laruffa.

Oggi è Otello è una riscrittura della tragedia shakespeariana sull'amore malato e il cannibalismo sentimentale.  Il lampo della gelosia e la prigione del sospetto che conducono al femminicidio. 
Dramma di ieri e di oggi.  Lo spettacolo fa parte del progetto del Teatro Scientifico - Teatro/Laboratorio #amorlietomalatonegato che analizza l'amore nelle sue varie sfaccettature. In Oggi è Otello, partendo dalla tragedia shakespeariana, si crea un parallelismo con il presente per porre il focus sul fenomeno del femminicidio e sulla sua drammatica attualità.

Danza

A inaugurare la sezione danza (il 30 giugno) è la Compagnia Artemis con Il barbiere di Siviglia, coreografia di Monica Casadei

In occasione dei centocinquant’anni dalla morte di Gioachino Rossini, Monica Casadei con la Compagnia Artemis Danza affronta il celeberrimo Barbiere di Siviglia con un avveniristico “balletto d’azione”. Nella lettura di Monica Casadei Figaro è il prototipo dell’uomo di successo nel mondo di oggi: in rigorosi abiti manageriali, l’eroe rossiniano diventa l’emblema di chi riesce a soddisfare con efficacia, vivacità e savoir faire, le aspettative di una società che impone ogni giorno di raggiungere i propri obiettivi ottimizzando tempi ed energie.

È la volta, il 6 e 7 luglio, di Ersiliadanza con Siamo tutti guerrieri, coreografia di Laura Corradi.

«A partire da FIL (Felicità interna lorda), prosegue insaziabile e sempre insoddisfatta la ricerca attorno alla confusione che affonda il genere umano. Percepisco con forza la nostra fragilità quando ci confrontiamo, per intenzione o per caso, con certi ritratti ideali che fanno parte della nostra storia, icone che abitano le pagine dedicate alla nostra educazione: uomini e donne coraggiosi e pronti ad ogni sacrificio, fieri e combattivi, prodi e valorosi guerrieri che non piangono e non si lamentano, che sfondano muri e sconfiggono il male». (Laura Corradi)

Segue, il 14 luglio, Le fumatrici di pecore di Antonella Bertoni nell’esecuzione della Compagnia Abbondanza-Bertoni.

In scena una storica danzatrice della danza contemporanea italiana, Antonella Bertoni (“portatrice malata della nostra salute”), e un’interprete straordinaria, ‘fuori dall’ordinario’: una portatrice sana di una diversa abilità. Sul palcoscenico proveranno a scambiarsi le rispettive “portate”.

«Ho conosciuto Patrizia Birolo in una serie di incontri laboratorio. Guardandola lavorare, ho colto con intensità quanto un corpo e una persona potessero esprimere un umore “ballerino”. Mi è parso di intravedere la sua vita essere una mancanza della sua vita e questo ha causato in me un disorientamento. Da qui il desiderio di scrivere una partitura con lei. Un viaggio tra le immagini è sempre un incantamento, dove il cammino tra un essere e l’altro si fa più corto. Le sequenze coreografiche, le brevi storie di relazione, saranno occasioni preziose per riscrivere altre più vecchie storie. Senza descrivere né commentare, registreremo gli accadimenti come pellicole vergini, senza perdere l’incertezza, cosa preziosa della vita». (Antonella Bertoni)

Quarto spettacolo in programma, il 21 luglio, Hopera di Federica Galimberti proposto dalla compagnia E.Sperimenti Dance Company.

È la musica colta, simbolo del nostro grande repertorio e delle nostre radici, la vera protagonista di Hopera, balletto apprezzato fin dal suo debutto per la levità coreografica e l’arguzia con cui Federica Galimberti, de Virgiliis e Di Luzio ne hanno costruito l’architettura. 
Un approccio inconsapevole alla lirica quello dell’ignaro protagonista, assorto nelle sue divagazioni e osservato da improbabili fantasmi burloni (incontri casuali attraverso le pareti di un immaginario vicino di casa). L’anima del giovane, quasi senza accorgersene, raccoglie l’invito di quelle melodie sconosciute dando libero sfogo alla fantasia, in un gioco di suggestioni e atmosfere ironiche che lo portano ad immergersi con gioia in questa nuova esperienza. La diffidenza va dissipandosi a ogni nuovo brano ascoltato finché il colore del divertimento rende possibile l’accoglimento totale del “nuovo”. Verdi, Leoncavallo, Rossini, Händel e Mozart risplendono nel tocco raffinato degli interpreti forti di un linguaggio teatrale ironico, fresco e prezioso e dal profondo contenuto drammaturgico. Eleganza e humour sottile caratterizzano l’ensemble di performer molto diversi tra loro per linee, gestualità, fisicità e virtuosismo, che creano un unicum nel momento corale della coreografia. 

Chiude la sezione danza, il 28 luglio, la compagnia Deep Impact con Loop di Olivia Lucchini.

«L’idea alla base di Loop è molto semplice: per quanto ogni individuo abbia il proprio modo di affrontarli, in una giornata ci sono degli appuntamenti imprescindibili. La ripetitività risiede nella natura dell’azione stessa: dormire, mangiare, andare al lavoro… quindi non ho scelto di soffermarmi su questo aspetto. Ho deciso di mettere in scena un numero di eventi quotidiani con cui sicuramente la maggior parte degli spettatori si sarà trovata spesso alle prese e riguardo cui altrettanto sicuramente avrà detto in qualche occasione: “Da domani si cambia”, ritrovandosi nella stessa identica situazione il giorno seguente. Il nostro modo di mettere in scena la danza è molto immediato: Deep Impact è ironia e intrattenimento, tanta azione e poco respiro. Vi riconoscerete, se almeno una mattina vi siete alzati controvoglia desiderando che qualcun altro vi prendesse di peso e vi vestisse per andare al lavoro. Ma poi vi siete rassegnati ad arrangiarvi. Vi riconoscerete se almeno una volta in ufficio avete faticato a tenere gli occhi aperti o se, felici sulla via di casa prima del weekend, avete immaginato la vostra vita come il trailer di un film musicale. Deep Impact è un mix di stili e personalità, come questo show». (Olivia Lucchini)

Biglietti

posto unico                                                   €  14,00

spettacoli AIDA - aduti                                  €    6,00

spettacoli AIDA - bambini e ragazzi              €    5,00

Informazioni

tel. 0458077500 (URP) - www.estateteatraleveronese.it - spettacolo@comune.verona.it

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