La nuova Traviata di Zeffirelli aprirà il festival lirico dell'Arena a giugno

L'idea era nata già nel 2008, come grande desiderio personale del maestro, ma solo ora vede la luce dopo una lunga e complessa gestazione resa necessaria dall'importanza del titolo e del luogo

Cecilia Gasdia con Franco Zeffirelli (Foto Pucciarello)

Due amori di lunga data che finalmente si incontrano: La Traviata e l'Arena di Verona. La Traviata è stata sicuramente una delle opere maggiormente frequentate da Franco Zeffirelli nella sua lunghissima carriera di regista, scenografo e costumista, dal lontano 1958 quando l'affrontò per la prima volta a Dallas con Maria Callas. Inoltre, è noto lo strettissimo legame di Zeffirelli con Verona, a cui ha donato il suo tocco personale nel restyling di Piazza Bra, e soprattutto con l'Arena, nei cui spazi ha prodotto allestimenti indimenticabili di Carmen, Aida, Il Trovatore, Turandot, Madama Butterfly, Don Giovanni e nel giugno 2019 finalmente l'attesissima Traviata.

Attesissima non solo perché l'artista con questo titolo firmò una vera pietra miliare del genere, quella Traviata cinematografica del 1983 che ha segnato profondamente la storia dell'opera lirica sul grande schermo, ma anche perché tutte le Traviate di Zeffirelli hanno sempre incantato il pubblico mondiale in una continua rilettura, esteticamente ineccepibile ed emotivamente trascinante, del popolarissimo dramma verdiano.

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(Foto Pucciarello)

Dunque una nuova Traviata, che è al contempo cronistoria di un lungo pensiero, d'immagini, colori e suggestioni sedimentate negli occhi e nei cuori del pubblico di mezzo mondo, tra citazioni, ricordi, continui ripensamenti di allestimenti lontani, quasi un'enciclopedia della riflessione stilistica zeffirelliana sull'amatissimo soggetto. L'idea era nata già nel 2008, come grande desiderio personale di Zeffirelli, ma solo oggi vede la luce dopo una lunga e complessa gestazione resa necessaria dall'importanza del titolo, del luogo, dalla trama di affetti e relazioni che attorno ad esso ruota.

Massimo esperto del difficilissimo palco areniano, Franco Zeffirelli aggiungerà dunque la sua settima produzione al ricco cursus honorum dell'Arena, che si accinge a raccontare la sua gloriosa storia in un ideale countdown verso il centesimo festival areniano stringendosi, in un grande abbraccio, ad i suoi più preziosi collaboratori di sempre.

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(Un bozzetto della nuova Traviata di Zeffirelli)

Tra le autocitazioni che subito salteranno agli occhi del pubblico più attento, vale ricordare l’invenzione del sipario all’aperto presentato per la prima volta in occasione della Carmen areniana del 1995, l’amore per il coup de théâtre con un importante cambio a vista tra i due quadri del secondo atto e la presenza in scena del letto originale utilizzato nel film del 1983.

«Lo strettissimo legame che unisce il maestro Franco Zeffirelli con l'Arena di Verona viene rinsaldato da questa nuova produzione de La Traviata, opera con cui Fondazione Arena ha deciso di inaugurare il Festival Lirico 2019 - ha dichiarato il sindaco di Verona e presidente di Fondazione Arena Federico Sboarina - Si tratta di una scelta che vuole celebrare l’arte di questo straordinario regista, che ha saputo far conoscere e amare l’Arena nel mondo, e che proietta la Fondazione verso un futuro di grandi successi. La nuova Traviata sarà, nel mondo della lirica, uno degli eventi artistici del 2019». E Cecilia Gasdia, sovrintendente e direttore artistico di Fondazione Arena ha ricordato: «Nel 1984 il maestro Zeffirelli mi sceglieva, giovane ragazza di 24 anni, per interpretare Violetta nel suo primo allestimento fiorentino di Traviata. Il suo ritorno a Firenze fu un evento sensazionale. Ed io oggi sono orgogliosa, emozionata, commossa e fortunata dopo 35 anni di potergli restituire il dono immenso che mi fece. Questa inaugurazione è un investimento pensato per garantire un grande futuro per Fondazione Arena perché sono certa che questa Traviata impreziosirà tante estati areniane nei decenni futuri come già avvenuto per tutti gli spettacoli di Franco Zeffirelli a partire dal 1995. Per una Fondazione come la nostra che ha sempre capitalizzato le produzioni più importanti, soprattutto quelle zeffirelliane, riproponendole come vero e proprio patrimonio estetico e culturale di Verona e dei tanti turisti che continuamente cambiano il volto al pubblico dell’Arena, anche questa Traviata aggiunge un importante capitolo al patrimonio della Fondazione i cui risultati si vedranno non solo nel 2019, ma per molti anni a venire».

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