Note natalizie dai Madrigalisti

Procedendo a salti, nel repertorio colto, sono stati proposti “Gustate et videte” di Asola, “Qui manducat meam carnem” di Merulo, “If ye love me” di Tallis e “Es ist ein' Ros' entsprungen” di Praetorius ai quali si è aggiunta una novità, “Ave Maria” a tre voci maschili di Dal Dosso

Era al limite della capienza l'auditorium del Collegio Universitario Pontenavi per il Concerto di Natale offerto dalla Fondazione Rui alla cittadinanza. Di scena il gruppo vocale maschile I Madrigalisti Anonimi diretti da Gian Paolo Dal Dosso, formazione che ha già avuto modo di farsi notare lo scorso anno in occasione del Concerto di Primavera. Si tratta di un gruppo di studenti ed ex studenti del Liceo Musicale “Montanari” i quali, pur proveniendo da esperienze strumentali diverse, hanno maturato sui banchi di scuola il desiderio di poter cantare insieme.

Per questo appuntamento natalizio, il sestetto vocale ha proposto alcuni classici alternati a brani d'autore, venendo a formare un programma davvero coerente, colto e godibile allo stesso tempo. In apertura l'invocazione gregoriana “Veni Emmanuel” svolta su lunghi pedali armonici che hanno fatto da tappeto sonoro alle voci soliste di tenore e di basso; qui i Madrigalisti hanno dimostrato buona qualità vocale e ottima tenuta nell'insieme.

Procedendo a salti, nel repertorio colto, sono stati proposti “Gustate et videte” di Asola, “Qui manducat meam carnem” di Merulo, “If ye love me” di Tallis e “Es ist ein' Ros' entsprungen” di Praetorius ai quali si è aggiunta una novità, “Ave Maria” a tre voci maschili del direttore Dal Dosso. In questi brani, seppure animati da passione e coraggio, il sestetto vocale ha palesato alcune incertezze nell'intonazione e nella tenuta del suono, dovute forse ad una ancora non raggiunta maturità tecnica ed espressiva. Questo non è affatto un carattere negativo, anzi rappresenta un punto di partenza per un lavoro di ricerca che deve partire dal colore della voce unito ad uno studio approfondito del testo e dell'analisi strutturale dei brani.

Di ben altra fattura i classici natalizi, presentati negli arrangiamenti personalizzati di Gian Paolo Dal Dosso, nei quali i Madrigalisti hanno dimostrato grande disinvoltura sapendo cambiare pelle musicale verso un genere del tutto diverso. Facilitati anche dalla scrittura brillante dei pezzi (ampio merito va ovviamente al maestro Dal Dosso), i ragazzi si sono letteralmente divertiti arrivando a sfoderare alcune gags che hanno coinvolto e divertito il pubblico come l'uso del kazoo nel celebre “Deck the halls”. Ampi consensi hanno ottenuto anche “Adeste fideles”, “Stille Nacht”, “It came upon the midnight clear”, “Gaudete, Christus est natus” e “I saw three schips come sailing in”. Degno di nota è l'inserimento, nel contesto natalizio, della celebre canzone “Santa Lucia” di Teodoro Cottrau, proposta nell'arrangiamento personale e suggestivo del maestro Dal Dosso.

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Concluso il concerto i Madrigalisti hanno incontrato il pubblico dimostrando in questo modo di voler gettare un ponte nel segno della divulgazione, smarcandosi da obsolete liturgie e sdoganando la figura del musicista isolato dalla realtà e posto al di sopra di tutto e di tutti. 

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