Mostra di pittura di Fernando Pietròpoli a Lazise

Nella Sala Civica di Lazise (Porto Vecchio), nei giorni pasquali, dal 30 marzo al 5 aprile 2018, si terrà la mostra personale di pittura “Vastità nuove” dell’artista veronese Fernando Pietròpoli

Nella Sala Civica di Lazise (Porto Vecchio), nei giorni pasquali, dal 30 marzo al 5 aprile 2018, si terrà la mostra personale di pittura “Vastità nuove” dell’artista veronese Fernando Pietròpoli. Presenta le sue opere più recenti di stile lirico-astratto e informale materico, con uno spazio dedicato anche alla pittura figurativa. Orario mostra: giornaliero, 10-22. Ingresso libero. La mostra è patrocinata dalla Società Belle Arti di Verona.
Info: +39 3888918196 – info@fernandopietropoli.it – www.fernandopietropoli.it

L’irrealtà sensibile

Ciò che oramai caratterizza lo stile di Fernando Pietròpoli e gli conferisce una sostanziale originalità di varianti espressive è l'importanza che in esso assume la “materia”, l'impiego, cioè, di una tecnica di sintesi che consente risultati di straordinaria intensità e di una bellezza tanto sorprendente quanto imprevedibile.

E' un turbinio continuo, un commovimento euritmico, il suo stile, incontenibile, che può dare a prima vista l'impressione di un “caos armonico” e generare un senso di sazietà. Ma così non è. La molteplicità mai abusiva del colore misto a materie produce infatti all'occhio dello spirito un “disordine” compatibile con la genialità; ossia un suo universo che fa parte di un più grande universo, dove non si potrà mai confondere ciò che sarà con ciò che è stato. Nei suoi ultimi lavori, la malinconia, il furore, la gravità, la gioia, i mutamenti del tempo, i cieli sedotti non imitano gli aspetti del reale ma esprimono una nuova totalità che si può definire come “irrealtà sensibile”, dove ogni tratto assume una significazione polivalente e dove il denotatum originario dei soggetti finisce con l'essere trasceso o travolto in una dimensione tutta interiore.

Su questa via, sempre più spesso l'Autore ci propone opere che tecnicamente rimarcano il processo di metamorfosi dei soggetti che rappresenta, avvalendosi per talento naturale della capacità di accentuare il disaccordo tra segno e significato. Si genera così nell’osservatore una misteriosa ambiguità sul valore più o meno rilevante dell'accostamento del segno stesso, del colore, della materia, cosicché una domanda incalza spontanea di fronte ai suoi dipinti: “E' l'arte pittorica l'origine della poesia?”.

Dott. MARIA GABRIELLA MORELLO
Marzo 2018

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