ArtVerona 2017, due eventi collaterali alla Gam e al Museo di Castelvecchio

Dal 13 ottobre le mostre “Il mio corpo nel tempo. Lüthi, Ontani, Opalka” alla Galleria d’Arte Moderna Forti - Palazzo della Ragione , e "Iconoclash / Il conflitto delle immagini" al museo di Castelvecchio

In programmazione, a partire da venerdì 13 ottobre, fra gli eventi collaterali dell’appuntamento fieristico ArtVerona 2017, le mostre “Il mio corpo nel tempo. Lüthi, Ontani, Opalka” alla Galleria d’Arte Moderna Forti - Palazzo della Ragione , e ‘Iconoclash / Il conflitto delle immagini’ al museo di Castelvecchio.

La mostra del GAM, in programmazione fino al 28 gennaio 2018, è promossa da ArtVerona in collaborazione con l’assessore alla Cultura del Comune di Verona, e nasce da una idea di Adriana Polveroni - direttrice artistica di ArtVerona - che, insieme a Patrizia Nuzzo - responsabile della Direzione artistica della GAM -, ne ha curato anche la realizzazione. L’esposizione si sviluppa lungo un percorso che elegge il corpo a “materia prima” dell’arte, indagando il concetto del tempo e il suo disvelarsi attraverso le opere di Urs Lüthi, Luigi Ontani e Roman Opalka.

Articolata in quattro sale e con un allestimento che ridisegna lo spazio della GAM, la mostra presenta 23 opere di Ontani, di cui quattro ceramiche e tre grandi foto lenticolari, testimonianza del suo lavoro più recente, e una versione raffinatissima quanto piccola e rara de Le Ore; 23 opere di Lüthi, tra sculture, fotografie e un nuovo, grande collage a colori; una serie di oltre 54 fotografie di Opalka dalla serie Detail, “dettagli” di un lungo progetto fotografico di autoscatti che lo ha impegnato dalla metà degli anni Sessanta fino alla sua scomparsa. La mostra sarà inaugurata alle ore 19.30 di venerdì 13 ottobre. Informazioni sul sito gam.comune.verona.it.

L’esposizione presente a Castelvecchio, in programma fino al 7 gennaio 2018, è a cura di Eddy Merckx: Antonio Grulli insieme a Diego Bergamaschi e Marco Martini, in collaborazione con Ketty Bertolaso, Margherita Bolla, Alba Di Lieto e con il Consorzio Collezionisti delle Pianure. Gli artisti si muoveranno su di una sottile linea di confine che separa l’amore e l’ossessione per l’immagine dal desiderio, anch’esso ossessivo, di annullarla e cancellarla.

In mostra saranno visibili immagini sfregiate (Nazgol Ansarinia, Luca Bertolo, Jiri Kolar, Nicola Samorì, Mimmo Jodice), distrutte (Gianni Politi), tamponate (Flavio Favelli, Vincenzo Simone), occluse (Jesse Ash, Francesco Carone), frammentate (Matteo Rubbi, Davide Trabucco), negate (Francesco Carone, Ryan Gander, Elad Lassry, Simon Starling), corrose (Paola Angelini, Stefano Arienti, Giulia Cenci, Paolo Gioli, Ketty la Rocca). Altre avranno raggiunto la monocromia e la totale assenza di elementi data da un sovraccarico di informazioni che genera un black out visivo (Alessandro di Pietro, Ryan Gander, Fabio Mauri, Mandla Reuter). La mostra sarà inaugurata alle ore 19.30 di sabato 14 ottobre. Informazioni sul sito museodicastelvecchio.comune.verona.it

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