“L’Anima in Fiore” del lupatotino Andrea Prandi alla Biennale di Venezia

L'installazione dell'artista scaligero sarà esposta dal 13 maggio al 26 novembre all'interno de "La Marge", la mostra rappresentativa del Padiglione Nazionale del Guatemala

Quattro stagioni, un corpo e un’anima: è con la stupefacente installazione “L’Anima in Fiore”, fusione tra cinematica e videoarte, che Andrea Prandi racconta il processo evolutivo intrapreso dall'anima per entrare in stretto contatto con il suo sé più intimo e profondo. Su invito del curatore della rassegna artistica, il critico d'arte Daniele Radini Tedeschi, l’artista scaligero è stato chiamato a interpretare il tema del Padiglione Guatemala "La Marge", ovvero "Il Margine", metafora esistenziale sulla quale stava già lavorando da tempo. La sua opera sarà presente dal 13 maggio al 26 novembre alla 57.Esposizione Internazionale d'Arte, intitolata “VIVA ARTE VIVA”.

“A partire dal tema che lo caratterizza, agli artisti che espongono al Padiglione Guatemala – spiega Andrea Prandi – è stato chiesto di evocare con le proprie opere, il Paese dell’Eterna Primavera, dell'Eterna Rinascita. Ho scelto, per questo, di dar vita a un fiore che, con il suo sbocciare quotidiano, potesse narrare il viaggio nel tempo alla continua riscoperta di se stessi: in esso, la marge è rappresentata da una barriera invisibile, margine che ci separa dal fiorire della nostra più recondita natura. Ogni atto di consapevolezza, nell'incedere incalzante delle quattro stagioni, determina lo stato di cambiamento da bimbo interiore, l'anima in potenza, ad adulto, l'anima in atto, ovvero quando la natura intima della persona trova espressione. In questo senso, il margine diviene, di conseguenza, anche esperienza e presa di coscienza, rivelandosi l'unica via che porta al ricongiungimento con il proprio bambino interiore, l'essenza stessa dell'anima".

ANDREA PRANDI_L'Anima in Fiore

Inizialmente chiusa come un bocciolo, l'installazione artistica che dà corpo al soggetto poetico, sboccerà di fronte allo spettatore in quattro fasi che simboleggiano altrettanti stati d’animo e stagioni della vita. Schiusi i petali, grazie ad un sofisticato sistema cinematico che rimanda alla magia della natura, inizia la sincopata narrazione per immagini. Il cortometraggio è stato girato in Italia e all'Estero nell'arco di un anno seguendo il naturale susseguirsi delle quattro stagioni: esso è il cuore de “L’Anima in Fiore”, la sua parte più profonda e spirituale. L'incalzante narrazione mostra quindici scene di vita che raccontano l'empatia tra l'anima e la ricerca di se stessa a partire da uno spazio onirico bianco dove vagano le anime in fiore. Interpretate da bambini che rimandano a storie adulte una diversa dall’altra, esse rispecchiano singolari momenti dell’esistenza. Senza svelare ulteriori dettagli che lo spettatore scoprirà da solo, ciò che preme ribadire all’artista è la sua filosofia nei confronti della marge, ovvero l’impossibilità ad attraversarla: l'unico modo per andare oltre, fa capire infatti Andrea Prandi, non è cercare di sfondare questa barriera, bensì guardare dentro di sé e superare i propri limiti.

Così come le anime dei protagonisti diventano via via consapevoli attraverso il lavoro fatto su se stessi (alcuni protagonisti del cortometraggio sono persone che hanno realmente vissuto esperienze estreme), anche “L’Anima in Fiore” è, nel suo complesso, un’opera destinata a produrre nuove “gemme”, sviluppandosi nel corso del tempo. E tutto ciò accadrà una volta terminata la Biennale d’Arte di Venezia.

“La profonda ricerca che trova attuazione nell’opera – afferma Radini Tedeschi in merito a “L’Anima in Fiore” – è un processo di elaborazione estetica che conta molto più del manufatto finale. Ciò trova conferma anche nel risultato effimero della composizione a metà tra scultura immateriale, design immateriale e sequenza filmica di immagini evanescenti.”

Grazie alla continua ricerca e all'esperienza acquisita da Andrea Prandi, per la realizzazione dell'installazione sono stati infatti utilizzati plexiglass e led luminosi in grado di illuminare i petali, rendendo “L'Anima in Fiore” pulita e di forte impatto emotivo: l'impiego di questa tecnica era già stato sperimentato dall'artista per l'opera “Panspermia”, con la quale, nel 2015, si è aggiudicato il secondo premio Digital Art “Lorenzo il Magnifico” alla decima edizione della Biennale di Firenze.

L'arte di Andrea Prandi spazia, dunque, dalla pittura su tela all’illustrazione, dalla fotografia all’arte digitale, dalla sceneggiatura alla regia: nella sua produzione “Le Quattro Stagioni dell’Anima”, presentata nel 2014 a Barcellona, ha inizio la narrazione del percorso evolutivo dell’anima che muta nel tempo alla continua ricerca di se stessa. E proprio questo concetto essenziale viene ripreso per la più complessa installazione presente al Padiglione Guatemala: la video art si qualifica come il suo linguaggio naturale, in quanto, rivela l'artista, “mi consente di giocare con il tempo e di raccontare le emozioni con un respiro più ampio. Una forma d’arte contigua al mondo del cinema, del quale sono sempre stato appassionato.” Infatti, completata la sua formazione artistica presso l’Accademia di Belle Arti “G.B. Cignaroli” di Verona, Andrea Prandi ha frequentato numerosi corsi di specializzazione, tra cui la Masterclass di Blueshuttle, apprendendo le tecniche e i segreti del cinema d’animazione, che spesso ricorrono nelle sue creazioni.

Artista internazionale, Andrea Prandi ha partecipato a numerose mostre in Italia e all’Estero, esponendo a Roma nelle Sale del Bramante e nella Basilica dei Santi Quattro Coronati, alla Galleria Farini Concept di Bologna, all’Art Nordic Exhibition di Copenhagen, a Milano nel Palazzo Reale e alla Mediolanum Art Gallery di Padova. Oltre alla Biennale d’Arte di Venezia, ricordiamo che, nell'anno in corso, l'artista veronese è già stato protagonista di eventi prestigiosi, tra cui l'Artexpo di New York”. Inoltre, con “Le Quattro Stagioni dell'Anima” ha preso parte alla Triennale di Arti Visive a Roma, confermando, ancora una volta, come l'analisi degli aspetti più reconditi dell'animo umano costituisca il fil rouge della sua più recente produzione artistica.

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