Verona, niente spese pazze, il motivo c'è. Le famiglie veronesi sono indebitate di oltre 21mila euro

Lo studio della Cgia di Mestre piazza la provincia scaligera in Top 30 d'Italia. Incide l'accensione di mutui per una casa, prestiti per l'auto o elettrodomestici e finanziamenti per la ristrutturazione

Foto web

A livello territoriale le province più “esposte” sono quelle lombarde. Al primo posto le famiglie residenti nella provincia di Monza-Brianza, con un debito di 27mila 544 euro, al secondo posto quelle di Milano, con 27mila 505 euro e al terzo posto le residenti a Lodi, con 27mila 281 euro. In fondo alla classifica nazionale, invece, si piazzano le famiglie della provincia di Vibo Valentia, con un debito di 8mila 742 euro, quelle dell’Ogliastra, con 8mila 435 euro e, all’ultimo posto, quelle di Enna, con 8mila 371 euro. Ma nello studio della Cgia di Mestre non ci fa una bella figura nemmeno Verona, che compare nella Top 30 della classifica delle provincia più indebitate. Secondo i dati dell'Ufficio studi veneziano, ogni famiglia veronese è indebitata di 21mila e 298 euro, con un incremento del 36,2% in sei anni, dal 2007 al 2013.

LA TABELLA: L'INDEBITAMENTO DELLE FAMIGLIE ITALIANE PROVINCIA PER PROVINCIA

IL CALCOLO - Per indebitamento medio delle famiglie consumatrici italiane, si intende quello originato dall’accensione di mutui per l’acquisto di una abitazione, dai prestiti per l’acquisto di un auto o di una moto e in generale di beni mobili, dal credito al consumo, dai finanziamenti per la ristrutturazione di beni immobili e via dicendo. “Premesso che i territori più indebitati sono anche quelli dove i livelli di reddito sono i più elevati – segnala il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi – è evidente che tra queste realtà in difficoltà vi sono anche molti nuclei appartenenti alle fasce sociali più deboli. Tuttavia, le forti esposizioni bancarie di questi territori, soprattutto a fronte di significativi investimenti avvenuti negli anni scorsi nel settore immobiliare, ci devono preoccupare solo fino ad un certo punto”.

Continua Bortolussi: “Con il riacutizzarsi della crisi dal 2011 le famiglie italiane hanno preferito indebitarsi sempre di meno, privilegiando il risparmio. Infatti, tra la fine del 2011 e lo stesso periodo del 2013, i depositi delle famiglie consumatrici sono aumentati a livello nazionale del 12%, con punte del 28% in Trentino Alto Adige e di oltre il 18% nelle Marche e in Emilia Romagna. In buona sostanza, l’esponenziale aumento delle tasse registrato in questi ultimi anni, gli effetti della crisi e la paura che la situazione generale peggiori ulteriormente hanno condizionato le scelte economiche delle famiglie. Meno acquisti, meno investimenti e più risparmi”.

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