«Verona torna a vivere», il video di Confcommercio contro il panico da coronavirus

In un video l'appello di Confcommercio a non cedere alle paure irrazionali, un invito esplicito a tornare nei ristoranti, nei musei e nei negozi.

 

«Verona viva, Verona protagonista, la città della cultura, la città dell'opera, la città dell'amore, la città del turismo, Verona delle eccellenze, Verona delle grandi Fiere, Verona che non si arrende, nessuna paura, più forti di prima, torniamo a vivere, torniamo nei ristoranti, torniamo negli alberghi, torniamo nei negozi». 

Un messaggio inequivocabile quello che Confcommercio provincia di Verona ha voluto mandare a tutti, dai veronesi ai veneti, dagli italiani ai tanti cittadini stranieri che dell'Italia e di Verona sono, giustamente, innamorati e meritano di sapere che è sempre possibile tornarci. L'epidemia da "nuovo coronavirus" ha probabilmente provocato un allarmismo per certi versi eccessivo, creando molti danni già nell'immediato in tutto il tessuto imprenditoriale ed economico delle regioni colpite direttamente, come appunto il Veneto, ma più in generale in tutto il paese.

Segnali come quello lanciato da Confcommercio provincia di Verona sono dunque di essenziale importanza, in una fase delicata dove alle cautele doverose di carattere "sanitario", deve però altresì essere sempre accompagnata anche la razionalità e la capacità di comprendere e raccontare quel accade senza scatenare isterismi collettivi e psicosi di massa. Venezia non è affondata dopo la recente acqua alta, i veronesi così come tutti i veneti non spariranno dal pianeta a causa di un virus con la "corona". 

Per rilanciare l'economia cittadina, il consigliere comunale del Partito democratico Federico Benini chiede di «recuperare 100 mila euro, attingendoli dai "servizi informativi", per finanziare una campagna di informazione seria, non propagandistica, destinata ai consumatori, che inviti ciascuno a commisurare il rischio percepito con il pericolo reale che emerge dai dati e dai rapporti ufficiali». Lo stesso Benini poi aggiunge: «Negozi vuoti e attività artigianali ferme sono il risultato di paura ancora diffusa tra la gente. Una paura che, alla luce dei nuovi dati sulla pericolosità dell’infezione, può e deve essere gradualmente superata. Per farlo ritengo utile finanziare una campagna di informazione che incoraggi la popolazione ad un graduale ritorno alla normalità».

Dal canto suo, l'assessore comunale al Commercio della Lega Niccolò Zavarise propone invece di «sospendere o rateizzare le imposte comunali in scadenza e le bollette delle aziende comunali (Agsm, Amia e Acque Veronesi) per tutte quelle realtà economiche e commerciali danneggiate dall'emergenza da coronavirus e dai suoi effetti». Questo l fulcro della proposta della Lega di Verona emersa dal tavolo convocato questa mattina dal commissario provinciale della Lega e assessore al commercio Nicolò Zavarise, che ha riunito le realtà imprenditoriali ed economiche del territorio. All'incontro hanno preso parte anche Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Casartigiani, Liververona, Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Confcooperative, Api e Federfarma.

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