Ponte di Ognissanti, non lungo come nel 2018 ma i turisti non mancheranno

Giulio Cavara, presidente dell'Associazione Albergatori di Confcommercio Verona: «Nel complesso l'occupazione delle camere è di poco superiore al 50% ma è prevista però una crescita. Buona la presenza degli italiani»

Immagine di repertorio

Previsioni complessivamente positive per il turismo nel Veronese in vista del ponte di Ognissanti, anche se pesa, nel confronto con quello dello scorso anno, quando il primo novembre cadde di giovedì, rendendo particolarmente accattivante una vacanza.
A livello nazionale saranno circa 6,7 milioni (l’11% della popolazione) gli italiani che si metteranno in viaggio ed il giro di affari subirà un calo del 7% rispetto al 2018, attestandosi a 2,1 miliardi di euro. «I dati nazionali di Federalberghi-Confcommercio - spiega il presidente di Confcommercio Verona Paolo Arena - mostrano come il 44,2% degli intervistati dichiarino di rinunciare alla vacanza per mancanza di soldi; è evidente che c’è un perdurante problema di liquidità che andrebbe affrontato in maniera seria. Ad ogni modo è confortante il fatto che quanti resteranno in Italia si orienteranno nella scelta di località d’arte, quelle cioè dotate di un ricco patrimonio monumentale e culturale come Verona, mentre dal lago di Garda provengono segnali incoraggianti».

«Le strutture ricettive di Verona risentono della maggiore brevità del Ponte di quest'anno, con prenotazioni in linea con il 2018 per la notte dell’1 e ancora qualche spazio per il 2 ma la situazione è in evoluzione e le prenotazioni stanno arrivando - ha spiegato Giulio Cavara, presidente dell'Associazione Albergatori di Confcommercio Verona - Nel complesso l'occupazione delle camere, aggiornata al 28 ottobre, è di poco superiore al 50% ma è prevista però una crescita in queste ore. Buona la presenza degli italiani».

Il Ponte di Ognissanti 2019 - conferma Ivan De Beni, presidente di Federalberghi Garda Veneto, aderente a Confcommercio - è leggermente penalizzato, sia per la diminuita liquidità dei nostri ospiti abituali, sia perchè quest’anno cade di venerdì ed è più corto dello scorso anno e per questo, forse, meno incentivante per una vacanza. Nonostante ciò, il dato che risulta da un sondaggio interno è comunque positivo visto che le strutture ricettive ancora aperte, circa un terzo, hanno registrato una percentuale di occupazione che arriva in media al 50% con punte, in alcune località, fino al 100%. Si registra un aumento degli ospiti nazionali ma è sempre importante la presenza di turisti tedeschi e a seguire inglesi. Questi dati ci confortano. Significa che il Lago di Garda piace e viene preso in considerazione anche come meta in tarda stagione grazie ad un servizio agli ospiti che viene sempre assicurato anche in termini di shopping, ristorazione e divertimento. Il prolungamento della stagionalità fa bene a tutto il territorio.

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