Siccità, il Consorzio di Bonifica porta l’acqua a 600 ettari di Valpolicella Doc

È stato inaugurato l'impianto di irrigazione a pressione della Valpolicella, che porta l'acqua, goccia a goccia, nelle coltivazioni di 200 aziende sulle colline: un intervento di 4 milioni di euro cofinanziato dalla Regione Veneto

Siccità, il Consorzio di Bonifica Veronese porterà l'acqua a 600 ettari di vigneti. Dall'apertura della stagione irrigua, infatti, funziona l'impianto di irrigazione a pressione che porta l'acqua, goccia a goccia, nelle coltivazioni di 200 aziende sulle colline della Valpolicella: un intervento di 4 milioni di euro cofinanziato dalla Regione Veneto.

"Il 7 maggio inauguriamo assieme agli agricoltori questo impianto - spiega il Presidente del Consorzio Antonio Tomezzoli - che risolve un problema annoso per queste 200 aziende, per la maggior parte vitivinicole: quello dell'irrigazione di soccorso. Un problema che abbiamo affrontato con la preziosa collaborazione del Consorzio di tutela vin Valpolicella doc. Nei decenni scorsi non era necessario irrigare i vigneti, ci pensava la natura con i temporali estivi. Ora il clima è cambiato e la pioggia, quando c'è, arriva violentemente e altrettanto velocemente se ne va, portando poco ristoro alle vigne. Per questo abbiamo dovuto portare l'acqua in pressione su per le colline con 40 chilometri di tubature. Una modalità adeguata alle moderne esigenze delle aziende agricole e vitivinicole che consente di informatizzare e temporizzare l'irrigazione e che riduce anche il consumo di acqua".

L'inaugurazione si è tenuta alle 10.30 in via Campagnon a Sant'Ambrogio di Valpolicella dove ha sede la centrale che letteralmente pompa l'acqua in salita, lungo i pendii delle colline.

Si tratta di un evento che conclude la Settimana Nazionale della Bonifica, dopo il tour formativo organizzato dal Consorzio per alcune scuole veronesi.

La nuova rete di condotte interrate sostituisce le vecchie canalette in cemento risalenti al dopoguerra e si sviluppa nelle campagne tra Domegliara e Negarine, nella zona del Valpolicella Doc. L'impianto elimina gran parte dei sedimenti contenuti nell'acqua del fiume Adige grazie ad un sistema di filtrazione a doppio stadio.

Contemporaneamente ai lavori, si è svolta anche una campagna di scavo archeologico in collaborazione alla Soprintendenza Beni Archeologici di Verona. Si è scoperto, infatti, che sotto ai vigneti di oggi un tempo era insediato un importante luogo di sepoltura. In un terreno agricolo ai piedi della collina del Cariano gli scavi effettuati dagli escavatori del Consorzio di Bonifica e dagli archeologi della società cooperativa Multiart di Verona, con il coordinamento della Soprintendenza, hanno riportato alla luce sepolture di epoca romana che confermano l'esistenza di una necropoli ai bordi della Claudia Augusta, l'antica via che collegava l'Italia alle zone d'Oltralpe.

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