Pensione di cittadinanza, Cisl Veneto: «Non funziona, è solo per il 2,3% degli incapienti»

Il "Reddito di Cittadinanza/Pensione di Cittadinanza" in Veneto, secondo l'analisi svolta dalla Cisl sui dati Inps, costituirebbe semplicemente «una dispersione di risorse»

Vanna Giantin, segretaria generale Fnp Cisl Veneto

Il report diffuso dall'Inps sull'andamento del Reddito di Cittadinanza/Pensione di Cittadinanza, da marzo ad oggi, dal punto di vista dei pensionati conferma una cosa: «È un provvedimento senza reale efficacia». Lo sostiene Vanna Giantin, segretaria generale Fnp Cisl Veneto alla luce dei dati che riguardano la nostra Regione. In Veneto percepiscono la Pensione di Cittadinanza  5.898 nuclei famigliari, con 6.425 persone coinvolte e un importo medio mensile di 177,75 euro.

La prima lettura che si può fare, spiega Vanna Giantin, è che «la Pensione di Cittadinanza ha raggiunto anziani che vivono da soli, per la maggior parte vedove, che sono sulla soglia della povertà». Meglio di niente, certo. Ma il provvedimento, che prevede molti paletti per poterne godere, sicuramente non rappresenta quello shock positivo che era stato sbandierato agli inizi.

L'invito della Cisl Veneto è quello di fare un paragone numerico, usando i dati Inps, per vedere come la Pensione di Cittadinanza «stia influendo su una minima, minimissima parte, dei pensionati veneti più bisognosi». Se consideriamo che il Reddito di Cittadinanza/Pensione di Cittadinanza era stato presentato come un'integrazione al reddito fino a 780 euro, e se consideriamo la no tax area per i pensionati fino a 7.500 euro, in questi parametri economici rientrano 281.437 pensionati veneti. Quelli che percepiscono la Pensione di Cittadinanza ne rappresentano il 2,3%. Arrotondato per eccesso.

«È una dispersione di risorse. - attacca Vanna Giantin, segretaria generale Fnp Cisl Veneto - Quello che serve agli italiani e in particolar modo ai pensionati è una riforma fiscale vera, strutturale e nel segno dell'equità. Partiamo con l'ampliare i diritti fiscali agli incapienti. Per molti anziani i costi sanitari costituiscono una voce di spesa importante, - conclude Vanna Giantin - che a volte prosciuga l'intero reddito. Ma chi è nella no tax area non li può detrarre: è un'ingiustizia che denunciamo da tempo».

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