Licenziamenti alla Unilever: lo sciopero non è bastato, la lotta continuerà

Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil hanno chiesto il ritiro della proposta di licenziamento collettivo, ma non hanno ottenuto alcuna rassicurazione e per questo lo stato di agitazione proseguirà

Lo sciopero alla Unilever di Sanguinetto (Foto Facebook - Fai Cisl Verona)

Riteniamo l'incontro del tutto insoddisfacente perché nessuna risposta è stata data alla richiesta di lavoratrici e lavoratori sul loro futuro a Sanguinetto. Date le condizioni, lo stato di agitazione proseguirà e verranno calendarizzate altre iniziative di protesta.

Termina così il comunicato dei sindacati Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil scritto ieri, 5 giugno, dopo l'incontro avvenuto nella sede di Confindustria Verona tra i rappresentanti dei lavoratori e l'azienda Unilever. Ieri, si è tenuto anche lo sciopero dei dipendenti dell'azienda di Sanguinetto. Una protesta contro i licenziamenti annunciati dalla multinazionale, che comunque ha garantito che lo stabilimento non chiuderà. Ai sindacati, però, questo non basta. Durante l'incontro Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto il ritiro della proposta di licenziamento collettivo, ma non hanno ottenuto alcuna rassicurazione e per questo lo stato di agitazione proseguirà.

Allo sciopero di ieri è stata portata la solidarietà di un altro gruppo di lavoratori a rischio, quelli della Mercatone Uno di Legnago. Ed erano presenti anche i sindaci di Sanguinetto e dei comuni vicini, perché il licenziamento di 77 dipendenti della Unilever avrà un impatto sociale sulle collettività molto forte.
I sindacati si sono rivolti anche all'unità di crisi della Regione Veneto e sono pronti a farsi sentire anche a Roma, dove il ministro del lavoro Luigi Di Maio deve far fronte ad una serie di crisi aziendali sparse su tutta Italia. E proprio Di Maio è stato attaccato dalla deputata veronese del Partito Democratico Alessia Rotta

Con Unilever ci troviamo davanti alla cronaca di una morte annunciata, davanti alla quale il governo non ha fatto nulla - scrive Rotta - I licenziamenti fanno seguito alle 28 uscite dello scorso anno, per le quali avevo già sollecitato il governo affinché intervenisse in una grave crisi aziendale e occupazionale del territorio veronese. Ma nulla è stato fatto. I licenziamenti collettivi, che porteranno al dimezzamento degli addetti dello stabilimento, sono frutto di una delocalizzazione della produzione in Portogallo, dove è abbattuto il costo del lavoro. In un anno di appelli alla Regione, al Comune e ai ministeri competenti, per trovare una soluzione positiva per i lavoratori e per il sistema produttivo del territorio, prendiamo tristemente atto che c'è stato un colpevole disinteresse.

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