Alla Fiera di Verona torna Progetto Fuoco con 800 espositori in 7 padiglioni

Giovanni Mantovani: "Il punto di forza di Progetto Fuoco è l'altissimo tasso di internazionalità, con espositori da 38 nazioni e buyer attesi da 70 paesi"

Un momento della presentazione di Progetto Fuoco

Torna uno degli eventi fieristici più importanti per ciò che riguarda gli impianti e le attrezzature per produrre calore ed energia dalla combustione di legna. Da mercoledì 21 febbraio prede il via alla Fiera di Verona l'edizione numero 11 del salone internazionale biennale Progetto Fuoco. 800 gli espositori da 40 Paesi (+5% sul 2016), 300 dei quali stranieri; 7 padiglioni per un totale di 115.000 metri quadrati espositivi e con 300 impianti funzionanti, tra stufe e camini. Si tratta di una rassegna leader che nel 2016 è stata in grado di attrarre oltre 70.000 visitatori in cinque giornate. E cinque restano le giornate anche in questo 2018. Dal 21 al 25 febbraio saranno presenti tutti i principali marchi di stufe e caminetti d'Europa e oltre 150 produttori di pellet e biocombustibile legnoso. La mostra si rivolge agli specialisti del settore che operano nel privato e nel pubblico, ma anche ai progettisti e ai consumatori finali, alla ricerca delle ultime novità tecnologiche e stilistiche della più completa gamma di impianti, prodotti e accessori del comparto.

La manifestazione è stata presentata oggi, 19 febbraio, in fiera. "Progetto Fuoco - ha detto il presidente della Fiera di Verona Maurizio Danese - si conferma una piattaforma di business per le imprese, e una vetrina importante per un settore che può contribuire allo sviluppo moderno del Paese, in chiave di una sostenibilità ambientale che non è più soltanto un fatto culturale, ma un driver di crescita economica globale".

Il punto di forza di Progetto Fuoco - ha poi aggiunto il direttore generale della Fiera di Verona Giovanni Mantovani - è anche quello di essere un salone ad altissimo tasso di internazionalità, con espositori da 38 nazioni e buyer attesi da 70 paesi.

Il presidente di Piemmeti Ado Rebuli ha spiegato che gli impianti e i prodotti connessi all'uso di biomassa legnosa sono prodotti da 14.000 aziende che danno lavoro a 72.000 addetti, raggiungendo un fatturato di 5 miliardi di euro. Raul Barbieri, direttore di Piemmeti, ha poi ricordato i vantaggi dell'energia ricavata dalla legna: basse emissioni rispetto a metano e gasolio, uso di legname rinnovabile di cui le foreste italiane sono ricche, possibilità di ottenere gli incentivi del Conto Termico, energia tre volte superiore a quella del fotovoltaico.

Sono circa 50 i convegni, workshop e gli incontri tecnici in programma curati dalla segreteria organizzativa di Piemmeti in collaborazione con Aiel (associazione italiana energie agroforestali). Mostra e convegni fotograferanno lo stato dell'arte del settore e indicheranno le previste evoluzioni e le soluzioni praticabili per un sempre più efficace abbassamento delle emissioni.

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