Prevenire è meglio che curare

I 4 consigli per prevenire i danni alle ossa dell’Ortopedico Dott. Naccari

La prevenzione è il primo passo per poter intervenire in modo precoce e più efficace sotto il punto di vista medico: questo vale anche per il nostro apparato scheletrico, ecco come dovremmo prendercene cura ogni giorno secondo il consiglio di un grande esperto, il Dott. Naccari, Ortopedico e Medico dello sport.

Uno scheletro sano è uno scheletro robusto

Un vecchio slogan pubblicitario recitava che “prevenire è meglio che curare”, anche se si trattava di salute dentale è pur vero che questa massima si adatta alla perfezione anche ad altri campi, come la salute delle ossa. Seguire uno stile di vita corretto e alimentare sano e fare test di controllo, specialmente in presenza di fattori di rischio, può diventare indispensabile a scopo preventivo e per un intervento tempestivo in caso di problemi. Come terapie è ovvio che sia indispensabile rivolgersi a cliniche e medici specializzati d’eccellenza, che sappiano fare analisi oggettive e che, pur operando quando occorre in modo invasivo (o ancora meglio mini-invasivo) chirurgicamente, sappiano quando può essere sufficiente la terapia conservativa. Come sostiene il Dott. Naccari Carlizzi, quando è possibile mantenere la struttura ossea originaria, senza modifiche o integrazioni, è bene farlo. Per la prevenzione dei danni alle ossa, quindi, ecco la giusta ricetta del benessere:

  1. Alimentazione equilibrata e sana, fatta di cibi ricchi di elementi buoni per il nostro scheletro e controllata per quegli alimenti che ne ostacolano l’assorbimento.
  2. Stile di vita corretto, fatto di almeno un po’ di attività fisica e con “vizi”, come il fumo e l’assunzione di alcolici, moderati.
  3. Controlli di routine, anche ma non solo in caso vi sia la presenza di fattori di rischio, al fine di avere eventualmente una diagnosi precoce.
  4. Appoggio e consulenza di medici altamente specializzati e lungimiranti, capaci non solo di una corretta analisi del paziente, ma anche delle singole esigenze.

Stile di vita, alimentare, fattori di rischio

Da una parte, infatti, siamo noi i primi responsabili della nostra salute. Quello che mangiamo o non mangiamo può influire sulla capacità del nostro organismo di proteggere i diversi apparati e sulla qualità del loro funzionamento. Regolandoci nell’alimentazione, quindi, possiamo fare in modo di migliorare il nostro stato di salute, favorendo, anche con una dieta specifica, il benessere di determinati organi o sistemi. Allo stesso modo seguendo uno stile di vita sano abbiamo l’occasione di garantirci un buono stato di salute. Questo ovviamente non significa che tutti coloro che hanno una sana alimentazione e un corretto stile di vita non possano mai incorrere in disturbi di salute o patologie, ma che di certo è possibile favorirne od ostacolarne l’insorgenza. Fattori di rischio sono indipendenti talvolta dal modo di vivere del soggetto, ma il fatto di averli non va preso come qualcosa a cui bisogna rassegnarsi, ma anzi come un campanello d’allarme per puntare ancora di più su prevenzione e controlli accurati. Un’alimentazione sana per il benessere dello scheletro prevede soprattutto assunzione di vitamina D e calcio, utili per costruire ma anche per mantenere ossa solide. Alcuni cibi possono ridurre a livello dell’intestino l’assorbimento di calcio, quindi vanno assunti con moderazione: in base ai casi ed esami clinici del paziente il medico saprà dare suggerimenti più precisi. La vitamina D viene anche trasformata a livello cutaneo in forma attiva sotto lo stimolo dei raggi solari, sarebbe bene, quindi, prendere il sole ogni giorno. Si potrebbe approfittare, così, per fare un po’ di attività fisica all’aperto. Il movimento fisico e la solidità ossea sono strettamente legati in modo proporzionale. Chi fa attività fisica ha più forza, equilibrio, agilità e, spesso, è meno soggetto a cadute.

Analisi di controllo e diagnosi precoce

La salute è il bene più prezioso che vi sia e, per questo motivo, è importante prendersene cura adeguatamente, il primo passo in questa direzione è quello di tenersi sotto controllo medico (specialmente, come detto, in caso vi siano fattori di rischio). La diagnosi non è un elemento complementare a uno stato di malessere o patologico, ma ha un fondamentale ruolo a sé stante per contribuire alla propria salute. Se la diagnosi è preventiva è possibile, spesso, intervenire nel migliore dei modi, prevenendo complicazioni ed accorciando, talvolta, le tempistiche di guarigione. Il tempo è, infatti, uno dei nemici numero uno per il paziente e la diagnosi precoce è l’arma più potente che lui può sfoderare. I problemi alle ossa non sono solo quelli di tipo meccanico-fisico, come una frattura o una lesione dell’osso, delle cartilagini, di tendini e legamenti, ma ci sono anche delle vere e proprie patologie come artrosi, osteoporosi, tumore che indeboliscono lo scheletro e compromettono la qualità di vita del soggetto.

Ortopedia lungimirante, attenta e mirata caso per caso

Come suggerisce Carmine Naccari Carlizzi, Medico Chirurgo Ortopedico e Medico dello Sport laureato in Medicina e chirurgia all’Università degli Studi di Pavia e qui specializzatosi in Ortopedia e in Medicina dello Sport, da anni si occupa di chirurgia in campo ortopedico anche a Novara. Praticando interventi mini-invasivi egli è in grado di ricostruire i tessuti senza tuttavia aprire il paziente, garantendo una più facile guarigione e una riduzione di eventuali complicazioni. Prendendo in considerazione caso per caso, tuttavia, immedesimandosi nel paziente, nelle sue esigenze e stimando quale terapia possa dare i migliori risultati, in primis viene sempre valutata la possibilità di agire in modo conservativo. La terapia con cellule staminali o con il sistema PRP, metodiche di ultima generazione, possono talvolta garantire eccellenti risultati mantenendo il sistema osseo e tissutale originale, senza modifiche o integrazioni. L’obiettivo del medico che ha in cura il paziente è quello di permettergli di tornare alla sua quotidianità e alle normali attività, se la medicina conservativa lo consente si fa a meno dell’intervento chirurgico, altrimenti lo si mette in pratica nel modo meno invasivo possibile sempre servendosi degli ultimi sistemi d’avanguardia nel settore.

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