Piano dei lavori pubblici, la risposta delle imprese

Costruttori edili e architetti in mobilitazione: "Pi controlli alla concorrenza sleale"

Piano dei lavori pubblici, la risposta delle imprese
Un Piano “scaccia crisi” più che “anticrisi”, quello che si affinerà d’ora in poi, dopo l’annuncio ufficiale in Provincia. Dalla Regione arriveranno 27 milioni di euro per le opere pubbliche appaltabili sotto i 500mila euro. Un provvedimento di cui il Veneto si fa vanto, dato che è il primo in Italia e che procede sul binario di quel “federalismo” che tanti auspicano per il rilancio dell’economia. Tutti gli ordini professionali sul tavolo: ingegneri, architetti, geometri e costruttori edili.

Categorie che plaudono all’iniziativa ma che, tuttavia, non abbassano la voce circa la grave situazione in cui versa il mercato: “Il Piano è buon punto da cui ripartire- commenta il presidente dell’Ordine degli architetti, Arnaldo Toffali- ma si dovrà vigilare, più di quanto fatto finora, sui casi di concorrenza sleale. I criteri europei di proporzionalità, trasparenza e non discriminazione vanno rispettati da tutti. Purtroppo siamo arrivati ad alcuni concorrenti che applicano degli sconti che oltrepassano l’80 percento e quindi chiediamo che venga introdotto un costo minimo delle prestazioni”.

Chiede risposte immediate anche l’Ance di Andrea Marani: “Ci sarà una dimostrazione nazionale entro fine mese. La situazione è disastrosa. Dovremo chiedere ai signori politici, che vengono a chiederci voti, come mai la norma dei finanziamenti regionali non veniva applicata nonostante ci fosse da tempo. La maggior parte non la voleva perché spaventava la burocrazia, che, onestamente, era pesante. Ora, con queste procedure, daremo una boccata d’ossigeno alle imprese del territorio che sapranno poi fornire più occupazione”.
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