Guerra finita per l'aeroporto di Montichiari, nata la nuova società per gestirlo

La partecipazione degli industriali lombardi sarà del 20% e potranno scegliere il presidente. Il resto è in mano alla Catullo che nominerà l'amministratore delegato

Una firma che chiude una contesa durata anni su chi avesse il diritto di gestire l'aeroporto D'Annunzio di MontichiariSave, Aeroporto Catullo e Società Aeroporto Brescia e Montichiari (Abem) hanno sottoscritto ieri, 17 ottobre, un accordo che risolve un contenzioso arrivato fino in Europa.  

A gestire lo scalo lombardo sarà una nuova società, composta per il 20% da Abem e per l'80% dalla Catullo, che quindi mantiene la gestione e nominerà il nuovo amministratore delegato. Abem invece, che avrà una partecipazione pari a 6 milioni di euro, nominerà il presidente. 

L’aeroporto Gabriele D’Annunzio, pur essendo in territorio lombardo, farà dunque parte del sistema di aeroporti del Nordest che quindi si arricchisce con una struttura costituita da una pista di 2.990 metri e da piazzali per la sosta adatti ad ospitare contemporaneamente cinque aerei. Il terminal passeggeri è pari di circa 7.500 mq ed ha una capacità annua pari a 1,5 milioni di passeggeri. Sono inoltre presenti aree adibite a magazzini merci per un totale di oltre 10.000 mq con una capacità di oltre 100.000 tonnellate. Per avere un'idea del traffico, nel 2015 sono state movimentate circa 30.000 tonnellate di merce.

E per sviluppare lo scalo bresciano sono già pronti investimenti per 50 milioni di euro.

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