Collaborazione tra Veronafiere e Fondazione Arena, Traviata in Marmomac

«Libiamo, libiamo ne' lieti calici» ha intonato il tenore Denis Pivnitiski insieme a Cecilia Gasdia in uno dei diversi flash mob lirici che si susseguono in questi giorni di Marmomac in fiera a Verona

Cecilia Gasdia canta durante il Marmomac (Foto Ennevi - Veronafiere)

Secondo giorno di Marmomac, oggi 26 settembre, in fiera a Verona. Una nota di valzer ha rotto il brusio operoso della fiera. «Libiamo, libiamo ne' lieti calici» ha intonato il tenore Denis Pivnitiski in giacca e cravatta. Poi, tra visitatori, il soprano e sovrintendente di Fondazione Arena Cecilia Gasdia ha vestito i panni di Violetta nell'interpretazione del "Brindisi della Traviata", uno dei diversi flash mob in programma tra oggi e domani in fiera, nati dalla collaborazione tra Veronafiere e la fondazione lirica scaligera.

«L’obiettivo è tenere vivo e conosciuto il mondo della musica lirica - ha commentato Cecilia Gasdia al termine dell’esibizione - Essa stessa è un business, soprattutto qui a Verona, pertanto la cooperazione con Marmomac e in futuro con altre manifestazioni, è sicuramente vincente».
«La lirica è un linguaggio universale che unisce e facilita la comprensione tra le persone e quindi gli affari - ha osservato il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani - Oggi l'opera ha debuttato ufficialmente nel nostro quartiere nel corso di una rassegna, ma non è la prima iniziativa organizzata insieme alla Fondazione Arena di Verona, che ci ha accompagnato infatti pochi mesi fa in Cina con Vinitaly e un paio di anni fa in Russia».

Ma la musica è stata solo un intermezzo in questa seconda giornata del Marmomac. La rassegna è andata avanti, focalizzando l'attenzione sull'Africa, continente in via di sviluppo, ricco di risorse minerarie e precursore delle nuove tendenze del design. Cinquanta le aziende africane che espongono quest'anno, arrivate da Egitto, Zambia, Marocco, Namibia, Tunisia, Sudafrica e Angola.
Testimonial della sua terra d'origine, l’architetto marocchino Hicham Lahlou, uno dei più affermati designer del continente nonché fondatore di Africa Design Days e Africa Design Award, che ha tenuto il discorso d'inaugurazione della rassegna.
E al fianco delle imprese e dei buyer africani, anche alcune delegazioni istituzionali, con ministri provenienti dall'Etiopia e dall'Angola.

Sempre oggi, giornata di incontri business to business con importanti studi di architettura internazionali, mentre ieri è stato il giorno della proclamazione di quattro nuovi «Mastri della Pietra». Sono il veronese Donato Larizza, la tedesca Ute Wilkinson e i giapponesi Setsu Ito e Shinobu Ito. Il riconoscimento dal 1980 premia chi si è distinto nel valorizzare e promuovere il settore della pietra naturale.

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