Maltempo, semi e ortaggi sotto l'acqua. Danni costosi in agricoltura

Guidalberto Di Canossa, ex presidente di Confagricoltura Verona: «Ho seminato frumento duro nei miei campi di Mozzecane alla fine di ottobre e il giorno dopo ha iniziato a piovere. Il 60% è marcito»

(Foto di repertorio)

Campi allagati nel Veronese, per le piogge abbondanti di questi giorni e per l'acqua esondata da torrenti e corsi fluviali. Un maltempo che costringe gli agricoltori a posticipare le semine e così si perderanno interi raccolti di ortaggi.

«I campi sono impraticabili per seminare qualsiasi cosa - ha spiegato Filippo Sussi, presidente del settore seminativi di Confagricoltura Verona - Nel Basso Veronese siamo in grande difficoltà con la semina dei cereali autunno vernini, vale a dire frumento, frumento duro e orzo, che si seminano entro la fine di novembre. Se le piogge cessano, si riuscirà a farlo forse per la metà di dicembre, ma può anche essere che molti rinuncino a seminare. Anche con il riso abbiamo avuto problemi. A causa delle avversità climatiche eravamo in ritardo di quindici giorni e perciò molti si sono trovati a raccogliere nel bel mezzo di questo periodo di piogge, con conseguenze sia per la raccolta sia per la qualità della produzione».
E c'è anche chi ha perso gran parte delle semine, come Guidalberto Di Canossa, ex presidente di Confagricoltura Verona e coltivatore: «Ho seminato frumento duro nei miei campi di Mozzecane alla fine di ottobre e il giorno dopo ha iniziato a piovere. Il 60% è marcito. Il che significa che sono andate in fumo migliaia di euro in sementi, concimi, aratura, diserbi, mancato raccolto. Nel prossimo giugno la produzione del frumento sarà più che dimezzata e dovremo vedere se nella parte marcita si potrà seminare dell'altro. Però avremo grandi aggravi di costi, perché le perdite si aggirano intorno a 600 euro a ettaro. Nel mio caso parliamo di 40 ettari, quindi 24.000 euro di investimenti buttati al vento. Se il 2019 è stato un anno horribilis, il 2020 sarà anche peggio. Non si era mai vista una cosa simile».

Anche sul fronte degli ortaggi e della frutta si registrano difficoltà, come spiega Francesca Aldegheri, referente per il settore frutta di Confagricoltura: «Per chi ha ortaggi sotto serra grandi problemi non ce ne sono. Chi invece ha ortaggi in pieno campo, come il radicchio, ha difficoltà nella raccolta e anche problemi di marcescenza del prodotto. Impossibili in questo momento le semine: i campi sono fradici, con i trattori non si riesce a entrare. Difficoltà anche per i kiwi e le mele Pink Lady, varietà di mela tardiva che si raccoglie fino a novembre. Nei miei campi di Belfiore abbiamo iniziato a raccoglierla il 2 novembre, ma non siamo mai riusciti a fare tre giorni continuativi. Le colture sono mature, ma con questo tempo non si riesce a finire la raccolta».

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