Paolo Gentiloni al Vinitaly: "I nostri prodotti vanno tutelati ma senza dazi"

Il presidente del consiglio ha partecipato ad un convegno in Fiera a Verona e ha visitato i padiglioni delle regioni del Centro Italia colpite dal terremoto

Paolo Gentiloni al Vinitaly 2018 (Foto Ennevi)

Questa Italia ha bisogno di non sprecare il lavoro che è stato fatto finora, in un cammino che ci rende forti e competitivi nel mondo.

Parole del presidente del consiglio Paolo Gentiloni, ospite oggi, 16 aprile, a chiusura del convegno "Investire nel vino: strategie, prospettive e opportunità", organizzato da Unione Italiana Vini al Vinitaly. "È un grande onore ringraziare le imprese di questo settore straordinario - ha detto Gentiloni - Basta visitare Vinitaly per capire che la forza trainante del settore vitivinicolo è il mondo delle imprese, dei tecnici, del marketing, che ha una straordinaria capacità organizzativa. Così l'Italia dimostra che non è seconda a nessuno e nulla ha da invidiare ai francesi. Per questo devo ringraziare l’Italia del vino".

Gentiloni è stato accolto dal presidente di Veronafiere Maurizio Danese e dal direttore generale Giovanni Mantovani e la sua visita ha toccato i padiglioni delle regioni Lazio, Marche, Abruzzo e Umbria. "Sono andato anche per dare un messaggio simbolico di solidarietà e vicinanza alle imprese che lavorano nel cratere del terremoto - ha detto Gentiloni - Da qui voglio ringraziare il mondo del vino, perché è una storia di successo, un esempio di capacità tutta italiana. Il vino è una storia antica, un legame forte col territorio aziende, molto spesso coinvolge l'impresa familiare e può vantare, soprattutto negli ultimi anni, un impressionante numero di donne". Un settore che è in crescita nelle produzioni e nell'export e che ha dimostrato come anche le piccole e medie imprese siano state in grado di competere e vincere la sfida sui mercati globali.

Il governo deve aiutare ad accompagnar e incoraggiare il settore - ha aggiunto ancora il presidente del consiglio - Il Testo Unico del Vino è in fase di attuazione: ci sono 28 decreti e su alcuni stiamo ancora lavorando. So che dal mondo delle imprese c’è molta attenzione al bando Ocm, che uscirà nei prossimi giorni. Possiamo migliorare la nostra scommessa sull'Asia. Abbiamo fatto passi in avanti, ma abbiamo ancora del terreno da recuperare nei confronti dei principali competitor. La priorità della diplomazia italiana è sostenere la penetrazione del Made in Italy sui mercati esteri. Il settore ha bisogno di un contesto in cui il lavoro fatto in questi anni non venga disperso e senza incognite geopolitiche. Abbiamo bisogno che gli scambi proseguano senza dazi, chiusure o tariffe, ma con la tutela dei prodotti originali di cui il nostro Paese ha bisogno.

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