Le esportazioni veronesi crescono ancora nel 2018 ma più lentamente

I dati del primo semestre mostrano una crescita dell'1,6%. Il presidente della Camera di Commercio Giuseppe Riello: "Rallentamento comprensibile ma manteniamo la competitività nei settori strategici"

Giuseppe Riello

Rallenta la crescita delle esportazioni veronesi che registrano un +1,6% nel primo semestre del 2018, a 5,6 miliardi di euro. Segnano buone performance i macchinari, l'alimentare, l’abbigliamento, le calzature e la termomeccanica, in pausa di riflessione bevande e ortofrutta e altri prodotti, mentre continua il calo di competitività del marmo.

Dopo trimestri di aumenti importanti, un lieve rallentamento è comprensibile - ha commentato il presidente della Camera di Commercio Giuseppe Riello - tanto più che Verona mantiene la competitività nei settori strategici: i macchinari, l'alimentare e il tessile abbigliamento, calzature incluse. È in calo dell'1,3% il vino, ma preoccupa di più il marmo, in flessione del 15% che già da qualche trimestre perde quote di mercato estero.

A trainare sono i macchinari che segnano un 6,5% in più rispetto al primo semestre 2017, a 1,2 miliardi di euro: pesano per il 20,6% sul totale. Segue l'agroalimentare con un aumento del 6,1% a 692,7 milioni di euro. Complessivamente l'agroalimentare rappresenta il primo comparto scaligero sui mercati esteri con un percentuale sul totale dell'export del 26,3%. Aumentano anche le vendite estere del tessile/abbigliamento a 496,5 milioni (+5,8), così come quelle delle calzature che crescono del 2,7% a 195,9 milioni. Continua la ripresa della termomeccanica che cresce del 13,6% a 75 milioni di euro.

Quanto ai mercati di destinazione "si consolida la presenza nel Nord e nell'Est Europa, crescono Polonia (1,1%), Belgio (10,6%) ma anche Russia (+5,3%), Paesi Bassi (+18,3%), Repubblica Ceca (+16,9%) - continua Riello - mentre sono in calo il Regno Unito del 4% e gli Stati Uniti del 3,8. Un calo preoccupante perché si tratta di economie in crescita, così come quello in Cina, nostro dodicesimo partner che perde un 3,3%. Conforta l'aumento del 2,4% nei paesi oltre i nostri primi dieci mercati di riferimento, un segnale della mobilità delle nostre imprese che iniziano a diversificare i rischi su più aree geografiche.

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Nella top ten dei mercati di destinazione delle merci scaligere, la Germania si conferma il principale partner commerciale scaligero con 931,6 milioni di euro di export, in crescita dell'1,1%: pesa per il 16,6% sul totale complessivo delle vendite estere. È seguita dalla Francia che pesa per il 9,3% con 520,6 milioni di euro di export. Il Regno Unito, pur segnando il passo, rimane al terzo posto con 324,4 milioni mentre la Spagna supera gli Stati Uniti con un aumento del 10,8% a 323 milioni di euro. Anche Austria e Svizzera segnano un rallentamento significativo, mentre Polonia, Belgio e Russia sono in crescita.

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