Verona, l'export cresce ma rallenta: «Si moltiplicano i segnali preoccupanti»

«Le nostre imprese, le multinazionali tascabili non sono ancora pronte a rincorrere le economie in crescita», ha detto il presidente della Camera di Commercio scaligera Ettore Riello

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Export 2018, si conferma la tendenza annuale, Verona tiene le posizioni con un un aumento dell’1,2% rispetto al 2017 a 11,4 miliardi, ma non raggiunge le performance del Veneto, +2,8%, e dell’Italia +3,1%. Vola il tessile abbigliamento, buono l’andamento della meccanica e della termomeccanica, sono stabili l’alimentare e il vino, mentre crollano del 10% l’ortofrutta e il marmo. Quanto ai mercati di destinazione il calo della Germania è compensato dalla crescita di Francia, Spagna, Belgio, Paesi Bassi, Cina, Canada Slovenia e Grecia. La Brexit non spaventa le imprese, il Regno Unito rimane in terreno positivo. Sono in calo le esportazioni in Austria e Svizzera, nei paesi dell’est Europa e in Russia.

Il dato complessivo è senz’altro trainato dal settore del tessile abbigliamento, il cui export cresce del 22% e con i suoi 1,2 miliardi di euro pesa per il 10,6% sul totale complessivo delle vendite estere. Il fashion system, aggregato che considera anche le calzature, in aumento dell’1,7% a 377,3 miliardi di euro, è il terzo comparto dell’economia scaligera con un 13,9% di quota delle esportazioni. Continua la crescita dei macchinari, in aumento del 5,8% a +2,4 miliardi di euro. La meccanica, inclusa la termo meccanica che sta riprendendo competitività, pesa per il 22%. Pare invece in pausa di riflessione l’agroalimentare che rappresenta il 26,6% delle vendite estere scaligere. L’alimentare è in calo dello 0,5% a 1,5 miliardi, il vino presenta un analoga stagnazione a 984,4 milioni. Preoccupante è la competitività dell’ortofrutta che perde un 10,4% a 536,5 milioni così come il marmo.

«L’economia veronese è sana e tiene ancora il timone ben saldo verso la crescita – commenta il Presidente della Camera di Commercio Giuseppe Riello – ma si moltiplicano i segnali macroeconomici preoccupanti: dalle previsioni del Pil, all’andamento altalenante dell’export anche e soprattutto sui mercati di destinazione principali delle imprese scaligere, quelli europei. Osservando l’andamento delle esportazioni nei primi venti paesi di destinazione delle nostre merci si nota come vi sia un forte legame tra andamento dell’economie dei paesi terzi e delle relative importazioni di prodotti veronesi. I cicli economici sono sempre più brevi. Le nostre imprese, le multinazionali tascabili non sono ancora pronte a rincorrere le economie in crescita, non a caso l’export negli altri Paesi, oltre i primi 20, rimane stabile e non cresce».

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