Edilizia, la crisi non risparmia Verona

L'andamento nazionale viene rispecchiato anche localmente

Edilizia, la crisi non risparmia Verona
La crisi dell’edilizia a livello nazionale si rispecchia anche in ambito locale. Nel veronese i numeri traducono una situazione pesante, abbinata alla riduzione degli appalti pubblici e all’immobilismo del mercato immobiliare. La conferma viene dall’ultima indagine effettuata dal Collegio dei Geometri della Provincia di Verona in 16 comuni del territorio scaligero.
L’inchiesta ha rilevato direttamente dagli Uffici Tecnici Comunali e dall’Agenzia del Territorio i numeri relativi all’attività di costruzione e ristrutturazione per gli anni 2007 e 2008: si tratta della seconda edizione. Lo scenario che l’anno scorso dipingeva il settore edile in stasi, oggi ha assunto tinte ancora più fosche.
Dal 2007 al 2008 il numero di pratiche processate nel comprensorio provinciale è diminuito del 2,6% (a fronte del -2,2% precedente). I permessi per costruire rilasciati nel 2008 totalizzano un -7,94% e le Dia (che l’anno scorso erano ancora in positivo) un -6,26%. Una paralisi vera e propria che è estesa a tutta la penisola ma pesa di più proprio nel Nord Est.
“Si avverte profondamente la crisi – commenta il Presidente del Collegio dei geometri e Geometri Laureati della Provincia di Verona, Domenico Romanelli - Le principali commesse non riguardano più immobili di nuova edificazione e gli interventi sull’esistente sono di entità sempre più modesta. Le richieste della committenza sono indirizzate alla risoluzione di problemi legati alla proprietà immobiliare, decisamente marginali rispetto allo sviluppo edilizio”.
Se l'aumento di pratiche dà respiro all'attività del geometra, tecnico di relazione, che coglie l'occasione per specializzarsi ulteriormente, d'altro canto sul fronte della progettazione e della direzione lavori, tutto tace.
“La ricetta per il rilancio – prosegue Romanelli - è partire dal basso come ha fatto il piano casa, poi velocizzare le decisioni dei comuni per il 40%, in secondo luogo le amministrazioni centrali e periferiche dovrebbero osare di più in termini di incentivazioni con sgravi fiscali. Esempi? Il 36% di detrazione, il riordino delle facciate, il ricorso alle energie rinnovabili, insomma ognuno ci mette del suo. Infine riguardo alla bolla immobiliare... degli immobili, ora si corre ai ripari, ora le banche riscoprono Basilea II, ora si parla di valutazioni scientifiche dell’immobile per conoscere il valore reale e non un valore gonfiato. E prima?”.
E’ nel Piano Casa che sono risposte le speranze del mondo edile. Adesso che il Consiglio Regionale ha dato il via libera, la palla passa ai Comuni. L’assessore regionale ai Lavori Pubblici, Massimo Giorgetti ricorda che le costruzioni rappresentano il 27 per cento del pil veneto, con 100 mila addetti e con altri 400 mila lavoratori della filiera e colloca il Piano Casa in una progettualità di ampio respiro: “E’ un importante tassello di un piano ben più articolato che ha come scopo il miglioramento della qualità abitativa, preservando e rivitalizzando il patrimonio edilizio esistente, favorendo l’utilizzo delle fonti rinnovabili.
Il piano casa mira a tre risultati: ampliare gli edifici residenziali fino al 20 per cento, adeguare gli standard qualitativi degli edifici costruiti prima del 1989, introdurre agevolazioni fiscali da parte dei Comuni.” Sono le amministrazioni locali che dovranno, entro il prossimo 30 ottobre, decidere se e con quali limiti applicare il piano casa approvato il 2 luglio scorso in Regione.
In caso di mancato pronunciamento la Giunta avrà 15 giorni per nominare un commissario ad acta per convocare il Consiglio comunale e farlo deliberare sull’eventuale adozione delle nuove disposizioni. A Verona, dove i permessi per costruire rilasciati sono diminuite del 23% nell'ultimo anno, il Comune si è impegnato a portare in Consiglio prima del 30 ottobre, la delibera per l´applicazione del provvedimento, che lascia fuori dagli ampliamenti il centro storico cittadino, i centri storici minori e le colline, come già previsto dal Pat. Ovviamente gli interventi saranno consentiti nel rispetto delle norme vigenti e del regolamento comunale.
Il settore sta attraversando una crisi senza precedenti e gli effetti del Piano si vedranno solo l’anno prossimo. L’andamento per il 2009 finora è fortemente negativo e non ci sono segnali che le cose migliorino nella seconda parte dell’anno. Il piano casa dovrebbe favorire i lavori economicamente di minore entità, come i diversi interventi di ristrutturazione, ma anche le commesse di un certo livello

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