Decreto Flussi, Cia: «Manodopera straniera insufficiente per il lavoro nei campi»

La Confederazione italiana agricoltori segnala le numerose difficoltà incontrate dalle aziende nel nel reperire risorse da impiegare nella raccolta delle fragole. E tra pochi giorni lo stesso potrebbe ripetersi con le ciliegie

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Al via delle raccolte di frutta è già allarme nelle campagne veronesi per la carenza di manodopera straniera. A riferirlo è Cia-agricoltori italiani Verona, che in questi giorni sta riscontrando numerosi problemi da parte delle aziende agricole nel reperire risorse da impiegare nella raccolta delle fragole e tra pochi giorni il problema si riproporrà con le ciliegie.

Il decreto flussi prevede solo 18.000 unità da avviare in agricoltura, numero insufficiente rispetto alle necessità – afferma Marta Turolla, direttore di Cia Agricoltori italiani Verona -. Inoltre c’è stato un problema quando è stato varato il decreto 113/2018, che ha abrogato il permesso di soggiorno per motivi umanitari: molti datori di lavoro ora si trovano nella condizione di non poter mantenere il rapporto di lavoro con gli abituali stagionali. Sono rarissimi i casi di cittadini italiani impiegati come braccianti nei campi e nelle aree rurali il progressivo invecchiamento della popolazione e netta diminuzione di giovani, mette le imprese agricole nelle condizioni di ricercare sempre più manodopera straniera. Peraltro il fabbisogno delle aziende agricole è limitato a poche giornate e a determinati periodi dell’anno. Vanno, quindi, messe in campo buone politiche, che non siano solo restrittive, per poter usufruire di lavoratori che vengano in Italia a fare i lavori che gli italiani non vogliono più fare. Inoltre, c’è la necessità di politiche con una maggiore flessibilità del lavoro che determini una più rapida e maggiore mobilità di dipendenti tra le aziende. Questo tra l’altro ridimensionerebbe il ruolo di tutte le agenzie interinali, che nascono proprio perché questa flessibilità manca, gravando con costi aggiunti altissimi per le aziende. Va aggiunto che il contributo delle aziende per il dipendente è aumentato anche quest'anno, sfondando il 46% del costo del lavoro.

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