Dati Istat: tasso di occupazione in Veneto al 67,5%, il più alto di sempre

L'assessore regionale al lavoro Elena Donazzan: «Segnali positivi, ma il costo sempre troppo alto a carico delle imprese riduce i margini di guadagno e indebolisce conseguentemente l'intero sistema produttivo»

Lavoratori (Foto di repertorio)

Mai così tanti occupati in Italia da quando esistono le rilevazioni dell'Istat e tasso di disoccupazione sceso di poco sotto il 10%. L'istituto nazionale di statistica ha pubblicato ieri, 1 luglio, dati tutto sommato positivi, anche se il mondo del lavoro nel nostro Paese non è tutto rosa e fiori, soprattutto se paragonato al resto dell'Europa.

Si attesta su standard europei, invece, il Veneto. I dati Istat sull'occupazione relativi al primo trimestre 2019 fotografano 2.165.000 di occupati, un numero in aumento rispetto ai 2.116.000 del quarto trimestre 2018 e ai 2.138.000 del corrispondente primo trimestre 2018. «Il tasso di occupazione in Veneto arriva a toccare il 67,5% in Veneto, la più alta percentuale di sempre, quasi nove punti in più rispetto alla media nazionale del primo trimestre 2019 pari a 58,2%», ha sottolineato con soddisfazione l'assessore al lavoro della Regione Veneto, Elena Donazzan.
Aumenta il tasso di occupazione femminile, che in Veneto per la prima volta supera la soglia del 59% (a fronte del 49,6% della media nazionale) e scende al 6,2% il tasso di disoccupazione, in calo dello 0,8% rispetto al primo trimestre 2018, di cinque punti inferiore all'11,1% della media nazionale ed inferiore anche al 6,3% che è il tasso di disoccupazione dell'Unione Europea a 28 Stati. «I dati diffusi da Istat sono incoraggianti, in particolare per il Veneto - ha aggiunto Donazzan - Stiamo approfondendo il quadro regionale, anche per comprendere se l'aumento degli occupati abbia in un qualche modo dei riflessi dal punto di vista qualitativo su contratti e salari. Già analizzando i dati veneti riferibili al primo trimestre di quest'anno avevamo riscontrato un aumento dei contratti a tempo indeterminato: l'aumento è attribuibile al Decreto Dignità che ha di fatto determinato la trasformazione di molti contatti a tempo determinato in tempo indeterminato, e comunque alla crescita dell'export veneto e degli investimenti». L'assessore ha, infatti, collegato i dati Istat sull'occupazione agli scenari disegnati dal centro studi della Cgia di Mestre, che prevedono per il 2019 un aumento dell'export veneto del +3,1% e degli investimenti del +0,6%.

Sono certamente segnali positivi, di una buona reazione del mercato del lavoro e dell'incrocio tra domanda e offerta, ma mi riservo approfondire al meglio la qualità di questo lavoro - ha concluso Donazzan - Il costo sempre troppo alto a carico delle imprese riduce i margini di guadagno e indebolisce conseguentemente l'intero sistema produttivo.

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