Coronavirus, Confcommercio: «Rischio pesante impatto sull'economia»

L'ufficio studi dell'associazione di categoria stima che l'Italia possa perdere almeno lo 0,3% del Pil a causa di questo virus. E a Verona, il dato può essere maggiore

Turiste cinesi

L'effetto Coronavirus rischia di avere un impatto pesantissimo sull’economia nazionale e veronese: bisogna andare oltre l’effetto-psicosi. È il messaggio lanciato da Confcommercio Verona, attraverso il suo presidente Paolo Arena e il suo direttore generale Nicola Dal Dosso, ma anche dall'assessore alle attività produttive di Verona Nicolò Zavarise, da Stefano Brusco, coordinatore Giovani Albergatori di Verona e provincia, da Chiara Tosi, presidente del Comitato provinciale consulenti del benessere del territorio, dell'urbanistica e dell'ambiente di Confcommercio Verona e dalla ristoratrice cinese Pei Pei.

L'ufficio studi di Confcommercio, ha spiegato Arena, stima che il nostro Paese possa perdere almeno lo 0,3% del Pil a causa di questo virus. E a Verona, il dato può essere maggiore. Sono molte, infatti, le aziende che hanno stretti rapporti con la Cina e che in questo momento sono impegnate su diversi fronti che stressano il loro business.

L'emergenza rischia di avere un effetto domino sul tessuto economico. Secondo i dati della Camera di Commercio scaligera, illustrati da Dal Dosso, le presenze turistiche cinesi in provincia di Verona nel 2018 sono state 120mila negli alberghi e 16mila nelle strutture complementari; nel Comune di Verona sono 23mila negli alberghi più 12mila per un totale di 35mila. I cinesi di nascita che al dicembre 2019 avevano un’attività economica nel Veronese erano 1.449, di cui 801 titolari di imprese e 273 soci oltre a 333 amministratori e 42 con altre cariche: è la terza forza imprenditoriale straniera dopo Romania e Marocco. L'interscambio commerciale evidenziava a fine 2018 un import 590milioni di euro contro 245milioni di euro di export. Per Verona, la Cina è il 14esimo mercato per export e il quarto mercato per import.
L'emergenza Coronavirus, ha sottolineato ancora Arena citando i dati Confcommercio, potrebbe generare un segno negativo per il turismo italiano, con una contrazione della spesa turistica nel 2020 di ben 4,5 miliardi di euro: una cifra pari a circa il 5% per cento del prodotto interno lordo del settore. Circa il 70% della contrazione riguarderebbe quattro regioni: Veneto, Toscana, Lazio e Lombardia, che perderebbero circa 3,2 miliardi di euro con un danno ingentissimo per Verona che Confcommercio stima in oltre 500 milioni di euro nel solo ricettivo.

L'ufficio studi Fipe-Confcommercio sottolinea che nei circa 5mila ristoranti cinesi, e non solo, si registra una perdita di fatturato del 70% circa che tradotta in valori assoluti significa 2 milioni di euro in meno al giorno. Se a questo aggiungiamo i 500mila euro che i turisti cinesi in Italia spendono ogni giorno per mangiare, la perdita complessiva della ristorazione è di 2,5 milioni di euro con danni pesanti anche per i fornitori italiani di pesce, carne, beverage.

Preoccupazione anche nel settore della moda: lo scontrino medio di un turista cinese è ormai pari a 1.200 euro, facile capire la rilevanza del business considerando il numero delle presenze a Verona: è la maggiore spesa media registrata nel settore fashion dai turisti extra Ue davanti agli statunitensi (scontrino medio di 1.006 euro) e i russi (scontrino medio pari a 668 euro). Un trend in linea con quello che si registra nel Veronese. E le difficoltà negli approvvigionamenti del tessile rischiano di bloccare la filiera.

Anche il settore del mobile e della tecnologia, con tutta la componentistica, sono a rischio.

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Mercoledì 26 febbraio, hanno spiegato Chiara Tosi e Stefano Brusco, si svolgerà una serata conviviale organizzata da Confcommercio Verona per dimostrare che non c’è nessun pericolo e quale momento di solidarietà, contro ogni forma di intolleranza. L’appuntamento è alle ore 20 al Sun Restaurant di via Pellicciai a Verona, gestito da Pei Pei, che ha ringraziato per la vicinanza. La serata prevede un menù fisso-degustazione e vedrà la partecipazione dei dirigenti di Confcommercio Verona e di chiunque vorrà esserci per dire no a pregiudizi e discriminazioni.
L'iniziativa segna un ulteriore step nei rapporti con la comunità cinese dopo l’incontro di lunedì 10 febbraio tra i vertici di Confcommercio Verona e la principale associazione cinese di Verona presieduta da Simone Hu.
«Come Confcommercio - ha spiegato Arena - ci stiamo muovendo per dare chiarezza nella comunicazione per evitare allarmismi inutili e trovare quei sistemi di accompagnamento delle imprese in una fase in cui è prevedibile una contrazione della produzione e delle vendite: quindi forme di ammortizzatori sociali e forme finanziarie attraverso i Consorzi Fidi per garantire linee brevi di credito utili a sostenere i cash flow che saranno messi sotto stress dal rallentamento di produzione e vendita».

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