Contratto di Lago. Tra un mese arriverà la sottoscrizione di tutti i Comuni

Il “Contratto” vuole che le comunità locali siano partecipi di decisione vitali per il Garda tra cui c’è la gestione della galleria Mori – Torbole, il sistema di collettamento del reflui, la definizione dei livelli, l’utilizzo delle acque, l’analisi e il suo monitoraggio

Un momento dell'incontro di Gardone

Tutti i sindaci delle comunità gardesane delle tre province si sono dati appuntamento, tra un mese a Peschiera del Garda, per condividere e sottoscrivere il testo definitivo del nuovo “Contratto di Lago”. L’incontro che si è tenuto lunedì pomeriggio a Gardone Riviera, nella sede della Comunità del Garda, infatti, è stato l’occasione per discutere sui contenuti del contratto e per un confronto tra i sindaci di tutti i comuni che si affacciano sul Garda.

A presiedere l’incontro Maria Stella Gelmini, presidente della Comunità del Garda con il segretario generale Pierlucio Ceresa, affiancata da Giovanni Peretti presidente di ATS e da Angelo Cresco presidente di Azienda Gardesana Servizi.
Per la sponda veronese erano presenti i primi cittadini, o i loro delegati, dei comuni di Bardolino, Brenzone, Castelnuovo del Garda, Lazise, Garda, Malcesine, Peschiera del Garda e Torri del Benaco.
Erano presenti inoltre, il presidente di Garda Uno Mario Bocchio, il presidente di Garda Lombardia Luigi Alberti, il presidente di Garda Trentino Spa Marco Benedetti e Marcello Moretti, in rappresentanza di AIPo.
«Durante l’incontro – ha spiegato il presidente Cresco – abbiamo illustrato la nostra proposta di ‘Contratto di Lago’ invitando ogni sindaco a dare il proprio contributo e avanzare proposte per arrivare a una stesura condivisa e definitiva del testo che vogliamo sottoscrivere, tra un mese, a Peschiera. Quello sarà il ‘Contratto’ definitivo che andremo a presentare alle Regioni, alle Province e a tutti i portatori di interesse presenti sul Garda».
Azienda Gardesana Servizi, assieme ai sindaci della sponda veronese, sono stati i primi ad individuare lo strumento del “Contratto di Lago” come quello più adeguato per risolvere le criticità di gestione del Garda. La proposta è stata condivisa con la Comunità del Garda e con i sindaci di tutte le province che si affacciano sul lago.
I Contratti di Fiume, così come i Contratti di Lago, infatti, sono un utile strumento per la prevenzione e la riduzione dell'inquinamento, per l'utilizzo sostenibile delle acque, per la protezione ambientale e degli ecosistemi acquatici e per la riduzione del rischio di alluvioni e della siccità.

Cresco intervento Gardone

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Nel caso particolare, il “Contratto” vuole che le comunità locali e i sindaci siano partecipi di decisione vitali per il Garda tra cui c’è la gestione della galleria Mori – Torbole, il sistema di collettamento del reflui, la definizione dei livelli, l’utilizzo delle acque del lago, l’analisi e il monitoraggio del Garda e dei suoi affluenti, la proposta di sanificazione delle carene delle barche che provengono da altri bacini.
«Su questi punti – ha sottolineato il presidente Cresco – l’assemblea ha approvato all’unanimità un ordine del giorno nel quale supporta la decisione di Ato Bresciano per la scelta di realizzare i depuratori a Gavardo e Montichiari. Poi, sul tema dello scolmatore Mori – Torbole, abbiamo condiviso il fatto che all’incontro con il presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti parteciperà una delegazione formata da sindaci veronesi e bresciani».
Per quanto riguarda l’obiettivo da perseguire, Cresco è stato chiaro: «Vogliamo essere parteci e decisivi sul futuro economico, ambientale e sociale del lago di Garda. Solo se i Comuni sapranno essere uniti riusciremo in questo intento. Ovviamente, diciamo basta alla concezione, da anni ’60, per cui il lago è un bacino idrico artificiale da sfruttare a piacimento».

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