Trappole contro la cimice asiatica, piano di monitoraggio di Coldiretti

Un progetto sperimentale sviluppato insieme ad Aipo Verona, Consorzio Agrario del Nord-Est con la gestione tecnica di Agrea Centro Studi e il supporto economico di Banco Bpm e Cattolica Assicurazione

La trappola posizionata nell’azienda agricola di Renzo Bonizzato

Un piano di monitoraggio con trappole a feromoni di aggregazione, collocate in una ventina di aziende agricole in località rappresentative dell'area peschicola, kiwicola e olivicola a Sud-Ovest di Verona e un bollettino settimanale diffuso come newsletter o scaricabile attraverso un'apposita applicazione gratuita. Sono queste le principali attività del progetto sperimentale contro la cimice asiatica sviluppato e realizzato da Coldiretti Verona, Aipo (Associazione interregionale produttori olivicoli) di Verona, Consorzio Agrario del Nord-Est con la gestione tecnica di Agrea Centro Studi e il supporto economico di Banco Bpm e Cattolica Assicurazione oltre alla collaborazione dei Mercati Ortofrutticoli alla produzione di Bussolengo-PescantinaSommacampagna/Sona e Valeggio sul Mincio/Villafranca di Verona

«Una partnership e un progetto di supporto a tutto il settore agricolo veronese per ottenere, della cimice asiatica, la conoscenza del suo ciclo biologico, delle condizioni ambientali e territoriali in cui è in grado di vivere per una corretta difesa fitosanitaria. È necessario valutare dell'insetto la dinamica della popolazione, il comportamento dei voli degli adulti, la presenza degli stadi giovanili e lo sviluppo dell'insetto Ringraziamo tutti i partner del progetto», ha evidenziato Daniele Salvagno.
Franca Castellani e Renzo Bonizzato da produttori hanno illustrato gli ingenti danni prodotti dall’insetto alle produzioni agricole, rimarcando l'importanza della ricerca in questo ambito e la bontà del progetto. I risultati dalle indagini sono analizzati ed elaborati per ottenere dati sulla distribuzione e biologia dell'insetto al fine di intervenire nei momenti opportuni con trattamenti mirati e selettivi.

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La cimice marmorata asiatica

Questa specie è particolarmente pericolosa per l'agricoltura perché prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all'anno con 300-400 esemplari alla volta che con le punture rovinano i frutti rendendoli inutilizzabili, col rischio di compromettere seriamente parte del raccolto. La situazione è difficile in tutte la province veronese, ma anche in Veneto e in tutto il Nord Italia fino all'Emilia Romagna ma si sta espandendo anche nel Centro-Sud Italia. La diffusione improvvisa di questi insetti, che non hanno nemici naturali, è stata favorita dalle alte temperature di giugno. Le strategie di lotta prevedono diversi metodi, come l'installazione di reti protettive sul frutteto, i trattamenti con prodotti fitosanitari selettivi, le catture massali con trappole a feromoni di aggregazione, l'individuazione di piante-esca per evitare l'infestazione dei campi coltivati. La copertura delle coltivazioni con le reti antigrandine limita la dinamica delle popolazioni mentre ancora più utile è l'impiego di reti anti-insetto. 

«Il progetto illustrato - ha ammesso Massimiliano Pasini - prevede il monitoraggio con 25 trappole a feromoni di aggregazione, collocate in diverse aziende agricole situate nell'ovest veronese consente di ottenere informazioni utili sul livello d’infestazione delle colture, individuare la presenza degli stadi di sviluppo della cimice asiatica sulle diverse parti della pianta, stimare in modo più corretto, che con i controlli visivi, la presenza dell’insetto. Inoltre, il progetto consente di quantificare le popolazioni che sicuramente saranno più numerose dell’anno scorso».
Giugno è il periodo cruciale per impostare una lotta agli studi più vulnerabili della prima generazione (neanidi), che determineranno quale livello di popolazione si troverà nel frutteto nei mesi successivi. «L'analisi dei dati raccolti dalle trappole sono inseriti in un bollettino settimanale che contiene anche dei consigli agronomici ed è diffuso ogni giovedì, da giugno a ottobre 2019 da Aipo Verona come newsletter dal proprio sito internet (www.aipoverona.it), oltre che attraverso l'applicazione "Aipo" per i dispositivi Android e Ios scaricabile gratuitamente. I bollettini sono consultabili nella sezione "servizi" del sito», ha precisato Enzo Gambin.
Elena Catalano in rappresentanza dei Comuni con i Mercati Ortofrutticoli ha detto: «Siamo soddisfatti di aver aderito a questo progetto perché mira a trovare soluzioni a una problematica che sta mettendo in ginocchio l’agricoltura, creando un lavoro in rete».

La Commissione Agricoltura del Senato ha approvato all'unanimità ad aprile una risoluzione contro l'invasione della cimice asiatica che impegna il governo ad approvare rapidamente il decreto ministeriale per l'immissione di specie e popolazioni non autoctone di organismi antagonisti di insetti alieni nel territorio italiano e ad accelerare le altre fasi dell'iter per autorizzare l'uso della vespa samurai (Trissolcus japonicus), antagonista naturale della cimice. Coldiretti pertanto chiede che sia data la massima priorità ad accelerare quanto più possibile le fasi dell'iter di autorizzazione in modo da consentire l'azione in campo contro la cimice asiatica già durante la campagna agricola 2019. 

Paolo Bedoni ha precisato: «La cimice asiatica ha duramente colpito le colture ortofrutticole veronesi nel corso del 2018 registrando picchi mai visti prima. Per una società come la nostra nata oltre un secolo fa proprio per proteggere gli agricoltori dai danni causati da grandine e incendi, il settore agricolo resta uno dei business principali a cui ci rivolgiamo con particolare attenzione. Ed è per questo che sosteniamo ogni iniziativa che si ponga l’obiettivo di aiutare il comparto. Nel segno di quel continuo aggiornamento e progresso volto all’innovazione, siamo lieti di aver contribuito alla realizzazione di questa app dinamica per il monitoraggio delle fasi evolutive della cimice asiatica. Siamo certi che potrà essere uno strumento utile per conoscere in maniera più approfondita la minaccia costituita da questo insetto e per poter elaborare piani di azione di contrasto ancor più efficaci».
Luigi Turco ha sottolineato l’importanza del progetto perché quello della cimice asiatica è un problema che si allargando nel settore agricolo a tutte le produzioni, creando un danno economico significativo, aggiungendo: «Il Banco Bpm è storicamente vicino al settore dell’agricoltura».

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Note tecniche su cimice asiatica

La cimice asiatica, nome scientifico Halyomorpha halys, è originaria dell'Asia orientale. In Italia è presente in tutte le regioni, soprattutto quelle settentrionali ed è in rapida espansione anche al Centro e Sud. Sono oltre 300 le specie vegetali di cui si nutre questo insetto, dotato di apparato boccale pungente- succhiante, con dimensioni da adulto di 1,2 - 1,7 cm, ha colore marmorizzato grigio-marrone. In Italia la Cimice asiatica compie due generazioni in un anno. In autunno gli insetti adulti svernano in ripari di vario tipo, anche magazzini e abitazioni. In marzo-aprile, gli insetti si portano sulla vegetazione dove si nutrono e si accoppiano. In maggio-giugno, le femmine depongono le uova a gruppi di 28, preferibilmente sulla pagina inferiore delle foglie.
L'insetto raggiunge lo stadio adulto attraversando cinque stadi di sviluppo. I danni della cimice asiatica sulle parti vegetali colpite sono principalmente dovuti all'azione di suzione della linfa e l’introduzione di saliva, che determina reazioni biochimiche che alterano irreversibilmente le parti colpite con disseccamenti dei tessuti, deformazioni, indurimenti in corrispondenza della puntura. Gli organi attaccati sono quasi esclusivamente i frutti dall’allegagione in avanti. La difesa fitosanitaria dalla cimice asiatica è difficoltosa per l'elevata prolificità e polifagia dell'insetto, presenta inoltre una notevole mobilità potendo infestare velocemente nuove zone o ritornare negli ambienti già colpiti.

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