Birra, rugby e solidarietà: la ricetta di una startup veronese di successo

Una delle birre prodotte è dedicata a Nigel Owens, il più famoso arbitro di rugby e anche il più coraggioso per aver fatto per primo coming out dichiarando la sua omosessualità

Il fondatore della startup veronese e l'ex rugbista neozelandese naturalizzato italiano Paul Richard Griffen - ph Facebook Rugbirra

Si dice startup e subito si pensa a innovazione, successo, soldi facili. La realtà, invece, è ben diversa. Numeri alla mano, solo una su 100 ha successo. Avete capito bene, il 90% delle startup fallisce entro il primo anno. E Verona non è immune da esperienze negtive. Ecco perchè, una startup di successo, non solo fa notizia ma è anche motivo di orgoglio per la città. È questo il caso di "Rugbirra". Nata dall’idea di un intrepido 50enne amante del rugby,  questa impresa (La Orange s.r.l.) produce birra artigianale ispirata al mondo della palla ovale. In due anni, questa idea è già andata a meta in diverse occasioni.

«La prima soddisfazione - spiega il fondatore Simone Bertin - è arrivata già nel 2018, quando con la nostra birra siamo stati presenti al "6 nazioni"». La Orange, poi, è stata scelta da Amazon per il progetto "Prima Now" dedicato a startup e piccoli produttori locali. Da oggi, inoltre, Regbirra è fra gli sponsor ufficiali della squadra Le Zebre di Parma. Un successo dopo l’altro, dunque, ma anche un occhio alla solidarietà, vero must imprescindibile per tutti i rugbisti.

«Il rugby - spiega Simone - ha una caratteristica che lo differenzia da tutti gli altri sport, il terzo tempo l’incontro conviviale dopo-partita, dove le due squadre mangiano e bevono insieme, qualunque sia stato il risultato della gara. La birra, simbolo della convivialità  per eccellenza, rappresenta perfettamente lo spirito del terzo tempo. Da qui l’idea della "Rugbirra". Ma il tributo al mondo del rugby non finisce qui. Una delle nostre birre, le altre si chiamano "terzo tempo" e "sostegno", è dedicata a Nigel Owens, il più famoso arbitro di rugby e anche il più coraggioso per aver fatto coming out dichiarando la sua omosessualità».

«Owens - continua Bertin - ha accolto con entusiasmo la "Rugbirra" e non ha chiesto alcun compenso per l’ utilizzo del suo nome è della sua immagine». Proprio per questa ragione, 30 centesimi di euro per ogni bottiglia di "Nigel" venduta, saranno sempre devoluti in beneficenza a favore dell’associazione "Rugby for Life".

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