È nato il distretto biologico della provincia scaligera: è BioVerona

Comprende le aree della Valpolicella, del Garda, del Baldo e della Lessinia e il fatturato attuale dei suoi componenti è di circa 55 milioni di euro

Inaugurazione di BioVerona

È stato da poco inaugurato e presentato BioVerona, il primo distretto biologico della vasta zona della provincia scaligera che include le zone della Valpolicella, del Garda-Baldo e della Lessinia. Costituito il 10 luglio scorso, BioVerona nasce come associazione senza scopo di lucro per volontà di alcuni soci fondatori, operatori biologici del territorio. In pochi mesi dalla sua costituzione, ha incluso al suo interno operatori soci biologici, operatori sostenitori con certificazione Sqnpi (lotta integrata), proponendosi ad un comprensorio di 52 Comuni, in un percorso condiviso volto alla tutela e alla valorizzazione del territorio.

Il mercato del biologico vede negli ultimi anni una forte richiesta di prodotto da parte del consumatore, ponendo l'Italia tra i primi dieci paesi per diffusione dell'agricoltura biologica sia in termini di superficie che di aziende. E la sola provincia di Verona ha la maggiore superficie agricola utilizzata a biologico della regione Veneto.

I soci del distretto BioVerona, al momento dell'inaugurazione, afferiscono questi comparti produttivi: viticoltura, olivicoltura, zootecnia per la produzione di latte e formaggi, frutticoltura, castagne e piccoli frutti e cerealicolo-industriale per la produzione di pane e prodotti derivati. Il fatturato attuale dei componenti del bio-distretto è di circa 55 milioni di euro.

Il distretto BioVerona si pone, al pari degli altri biodistretti nati in Veneto e in Italia, quale modello di una nuova governance territoriale. È il collegamento tra gli operatori biologici, le istituzioni e la cittadinanza; dove la conversione al bio non è della singola azienda ma di un intero territorio in grado da garantire ai consumatori e visitatori la salubrità e la qualità del prodotto.

Alla presentazione, che si è svolta nella sede di BioVerona, Palazzo Malaspina Nichesola a Caprino Veronese, sono intervenuti tra gli altri Paola Arduini, sindaco di Caprino Veronese, Maurizio Castellani, presidente dell'Unione Montana del Baldo-Garda, Luca Crema, presidente degli agronomi di Verona, Giuseppe Pan, assessore all'agricoltura della Regione Veneto. E a fare gli onori di casa, il presidente di BioVerona Annalberta Lonardoni Cottini. «Il distretto biologico BioVerona nasce dall'incontro di aziende agricole biologiche e dal convincimento che attraverso la formazione e la promozione dei prodotti e del territorio sia possibile preservare l'ambiente e la sua bio-diversità - ha affermato Lonardoni Cottini - È una grande responsabilità che ci assumiamo quella di aiutare il territorio a intraprendere un percorso non solo verso il biologico ma anche di sostenibilità e rispetto dei principi della lotta integrata per gli operatori che per motivi tecnici e economici non possono ancora passare alla conversione biologica. BioVerona nasce per portare da un lato formazione, cultura e sviluppo e dall’altro per farsi promotore dei prodotti di qualità e genuinità, dando un’identità di denominazione di un territorio».
«Complimenti all'iniziativa, alla comunità e alle istituzioni che fanno parte e stanno promuovendo BioVerona - ha dichiarato Pan - che si affianca agli altri distretti veneti, quali il Biodistretto dei Colli Euganei, BioVenezia e BioAltopiano. Come Regione promuoviamo soprattutto le iniziative dei giovani, della sostenibilità e del biologico. Sono 75.500 le imprese agricole attive con 6 4 miliardi di prodotto lordo vendibile, un indotto importante, che ci pone tra le regioni leader quale volano di sviluppo nazionale. Dobbiamo inoltre considerare che la nostra Regione con i 70 milioni di presenze di turisti all’anno deve puntare su un’agricoltura di eccellenza e qualità, che grazie all’ospitalità del territorio e alla genuinità dei prodotti diventi sempre più di grande attrattiva per chi la visita e la vive».
Presente all’inaugurazione anche Firab (Fondazione Italiana per la Ricerca in Agricoltura Biologica e Biodinamica) che concorre a promuovere iniziative di rafforzamento delle attività dei biodistretti con particolare riferimento a quelli afferenti alla Rete Aiab. Luca Colombo di Firab ha detto: «Siamo convinti che il biologico rappresenti una potente leva di sviluppo territoriale e possa catalizzare processi di sviluppo sociale e ambientale. Sosteniamo l’affermazione di bio-distretti che si qualifichino per una centralità degli operatori biologici a cui gli enti locali offrano sostegno e spazi di iniziativa politico-culturale».

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