Agsm, approvato il bilancio 2018: l'utile netto supera i 17 milioni di euro

La quota di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili è salita al 31%. Il valore degli investimenti si attesta sui 30 milioni di euro. Stabile l'occupazione nel gruppo

La sede di Agsm (Foto Gmaps)

Dopo la polemica preventiva tra i due ex presidenti di Agsm, Fabio Venturi e Michele Croce, la più importante azienda partecipata del Comune di Verona ha comunicato l'approvazione del bilancio 2018 e del bilancio consolidato del gruppo.

Il valore della produzione 2018 di Agsm è salita a 876,5 milioni euro (+ 22,4% rispetto al 2017), il margine operativo lordo si è attestato sugli 87 milioni ed è stata confermata la netta riduzione dell'indebitamento verso il sistema bancario. Dati che portano ad un utile al netto di imposte di oltre 17 milioni di euro. Inoltre, nel 2018, la quota di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili è salita al 31%, rispetto al 19% dell’anno 2017.

Un anno, dunque, che Agsm ha definito di forte crescita e caratterizzato da un'accelerazione dei ricavi, dalla conferma della redditività e dal continuo calo della posizione finanziaria netta. È migliorata la redditività dell'attività commerciale e di distribuzione di energia elettrica e gas e sono aumentati nel contempo i costi di smaltimento dei rifiuti urbani. In calo, la marginalità registrata dagli impianti produttivi rispetto all'esercizio 2017, anno contrassegnato da condizioni di mercato straordinarie, particolarmente favorevoli, che non potevano essere replicate.

Si attesta a 30 milioni di euro circa il valore degli investimenti realizzati dal gruppo nel corso del 2018, ed è stabile l'occupazione del gruppo a 1.358 unità.

Il bilancio 2018 - sottolinea una nota dell'azienda - conferma l'enorme potenziale della multiutility scaligera ed il gran lavoro realizzato negli ultimi anni. Ora dobbiamo impegnarci per affrontare coi mezzi più adeguati le accresciute sfide legate alla liberalizzazione del mercato, alla produzione di energia da fonti rinnovabili per combattere il riscaldamento globale, ed alla chiusura del ciclo dei rifiuti che tanta rilevanza ha sia sotto l'aspetto della sostenibilità economica che, soprattutto, di quella ambientale.

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