In Veneto rilasciati oltre 13mila assegni di lavoro, nel Veronese 2.568

È una misura di politica attiva rivolta ai disoccupati over 30. L'assessore regionale Donazzan: «Unito ad una indennità di sostegno alla povertà, potrebbe essere un buon riferimento per far funzionare il reddito di cittadinanza»

Foto di repertorio

Nel corso del 2018 in Veneto sono stati attivati 11.301 assegni per il lavoro a favore di disoccupati over 30. A fine anno i contratti di lavoro stipulati dai beneficiari erano 6.333, pari al 56% degli assegni attivati. Un contratto su tre è a tempo indeterminato o determinato superiore ai sei mesi. Questa la prima evidenza del report di monitoraggio, curato da Veneto Lavoro, sullo strumento introdotto in Veneto in via sperimentale a fine 2017, denominato "Assegno per il lavoro".

Il monitoraggio di un anno di applicazione dimostra che si tratta di uno strumento agile, utile a risolvere la presa in carico delle persone più fragili, in particolare i disoccupati da lungo tempo - ha dichiarato l'assessore al lavoro Elena Donazzan - Questo strumento, unito ad una indennità di sostegno alla povertà, potrebbe essere un buon riferimento per far funzionare il reddito di cittadinanza, la cui complessità attuativa rischia di renderlo impraticabile.

L'assegno per il lavoro, finanziato con 9 milioni di euro nell'ambito della programmazione regionale dei fondi Fse 2014-2020 , è una misura di politica attiva rivolta ai disoccupati over 30. Si tratta di un voucher virtuale, che ha un valore massimo di 5.242 euro, richiedibile nei Centri per l'Impiego e attivabile in ognuna delle 400 sedi accreditate ai servizi per il lavoro nel territorio regionale. L'assegno dà diritto a ricevere servizi qualificati di orientamento e assistenza alla ricollocazione.

Complessivamente, gli assegni rilasciati dai Centri per l'Impiego in Veneto sono stati 13.863. Di questi, 2.919 rilasciati in provincia di Treviso, 2.826 a Vicenza, 2.593 a Padova, 2.568 a Verona, 1.711 a Venezia, 646 a Belluno e 600 a Rovigo.
Una volta ricevuto l'assegno i disoccupati hanno avuto 30 giorni di tempo per scegliere l'ente accreditato dove usufruire dei servizi di ricollocamento previsti. Nel 2018, gli assegni attivati erano 11.301 (82%), con picchi mensili registrati tra settembre e novembre.
Più della metà degli assegni attivati, precisamente il 56%, si è tradotto in un contratto di lavoro stipulato: nel 31% dei casi si tratta di un contratto a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata superiore ai 6 mesi.
I beneficiari dell'assegno sono in prevalenza italiani, con più di quarant'anni di età, ripartiti pressoché in ugual misura tra uomini e donne. Il 35% dei destinatari percepisce un ammortizzatore sociale, quasi sempre si tratta della Naspi.
Degli oltre 100 enti di formazione accreditati che hanno aderito all'iniziativa, in nove hanno attivato il 70%: ai primi posti ci sono Gl Group (1.672 assegni attivati), Umana (1.449) ed Enaip Veneto (1.042).

Con questa misura - ha aggiunto l'assessore - abbiamo voluto intraprendere una via diversa dalle politiche assistenziali che supportano economicamente il disoccupato senza incentivarlo ad attivarsi nella ricerca di un lavoro. Ben più importante, invece, è fornire alle persone senza lavoro gli strumenti per una ricollocazione stabile e duratura. È chiaro che i servizi erogati devono essere efficaci ed è per questo che con l'assegno per il lavoro il rimborso agli enti è riconosciuto solo a risultato occupazionale raggiunto.

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