Anteprima Amarone, Olga Bussinello: «L'annata 2015 è da ricordare»

La direttrice del Consorzio di Tutela Vini Valpolicella ha aperto la seconda giornata dell'anteprima, dopo un'inaugurazione piena di autorità e di spunti sul mercato del vino

Bottiglie di Amarone (Foto di repertorio)

Con il 2015 l'Amarone ha raggiunto la sua piena eleganza e maturità di stile aromatico e gustativo. A giudizio degli esperti, l'annata protagonista di questa anteprima è riuscita a elevare i caratteri olfattivi e gustativi del 2013 e altri ancora di chiara origine varietale, risultando più decisa in persistenza e ricchezza, ma esaltando allo stesso tempo finezza ed eleganza. In altre parole, il 2015 è da ricordare grazie a una combinazione di condizioni climatiche ideali occorse nell'anno di vendemmia.

Così la direttrice del Consorzio di Tutela Vini Valpolicella Olga Bussinello ha aperto oggi, 3 febbraio, la seconda giornata di Anteprima Amarone. L'annata, presentata in anteprima in questi giorni, è quella del 2015 ed è stata caratterizzata da un'estate molto calda, sostenuta da seppur scarse ma regolari precipitazioni. «Un'annata - spiega la nota tecnica di Diego Tomasi, del Centro ricerche per la viticoltura di Conegliano - che possiamo quindi sicuramente associare condizioni ottimali o leggermente stressanti che hanno portato alla maturazione dell'uva in pianta e altrettanto ottimali condizioni all'interno dei fruttai, adatte a un lungo e lento appassimento a tutto vantaggio dell'arricchimento dei valori compositivi delle uve. L'annata 2015 presenta parametri sensoriali più interessanti e tipici in tutti i descrittori organolettici rispetto non solo al 2014 ma sostanzialmente anche al 2013».

E, come sempre, l'occasione dell'Anteprima viene colta non solo per mostrare un'annata dell'Amarone, ma anche per approfondire i dati economici che ruotano attorno a questo prodotto veronese. Ieri, è stata resa nota una ricerca dell'Osservatorio Vini della Valpolicella di Nomisma Wine Monitor che ha analizzato il mercato dell'Amarone, un vino che viene venduto bene a livello italiano, con un export stabile e una crescita dell'enoturismo.
Sul mercato italiano, le vendite hanno fatto segnare un +4% a valore e, secondo i dati del Sistema Statistico Regionale del Veneto, le presenze in Valpolicella sono cresciute nel triennio 2015-2017 del 21%: il doppio rispetto alla media complessiva regionale e il 50% in più del pur importante incremento della città scaligera. Complessivamente, nel solo 2017 gli enoturisti nella terra dell'Amarone sono stati circa 300mila.
L'Amarone ha chiuso il 2018 con un giro d’affari di 334 milioni di euro e un saldo complessivo negativo del 6% sul 2017 a causa della frenata sul commercio estero in alcuni Paesi chiave e per effetto, tra l’altro, della povera annata 2014. Un saldo che risente della cattiva performance in Germania (-40%), dove però si è scontato l'exploit del 2017 (+45%) e una conseguente eccedenza di scorte di prodotto. E se Cina e Giappone danno segnali di crescita interessanti pur con una quota di mercato ancora emergente (5%), l'Amarone vola nel Regno Unito in prossimità della Brexit con un +15% a valore. Bene anche gli Usa, secondo mercato estero con + 3%, mentre le vendite calano in Svizzera (-5%), Canada (-4%) e Svezia (-6%).

anteprima AMARONE PAN CENTINAIO COLETTO-2

Alla giornata inaugurale di ieri di Anteprima Amarone, tante le autorità intervenute, tra cui il ministro delle politiche agricole e del turismo Gian Marco Centinaio, che ha dichiarato: «Per troppi anni il made in italy è stato promosso dal sistema Italia in modo disarticolato. Diversamente da altri nostri competitor che, sui mercati internazionali, si presentano sotto un'unica bandiera. Questo è ciò che manca al vino e ad altri settori: la riconoscibilità del brand Italia. Con questa consapevolezza abbiamo già fatto una serie di incontri con i rappresentanti degli altri ministeri interessati e in questo momento il sottosegretario Geraci sta seguendo più di tutti lo sviluppo della promozione del nostro Paese all'estero. L'Amarone è l'eccellenza dell'enogastronomia italiana in giro per il mondo - ha proseguito il ministro - e in Cina, dove non siamo ancora veramente partiti, questo vino potrebbe rappresentare perfettamente il gusto del suo consumatore medio. Ma il problema grosso è come andiamo a promuoverci: abbiamo troppe voci una diversa dall’altra. Nel vino, abbiamo un brand, come Vinitaly, riconosciuto in tutto il mondo che potrebbe diventare la sintesi a favore della promozione».
Mentre l'assessore all'agricoltura della Regione Veneto Giuseppe Pan ha ricordato il contributo dell'ente regionale a favore del comparto vitivinicolo: «Lo scorso anno - ha detto Pan - la regione Veneto ha finanziato interventi per quasi 48 milioni di euro. Si tratta di un aiuto consistente, messo in campo per difendere la competitività del primo vanto dell'agroalimentare italiano, icona del Made in Italy nel mondo».

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