Accordo sulla Unilever di Sanguinetto, salvati almeno 15 posti di lavoro

La multinazionale ha garantito un rilancio dello stabilimento produttivo veronese e una gestione degli esuberi condivisa con i sindacati in modo da ridurre il numero dei licenziamenti

Sciopero alla Unilever (Foto di repertorio)

Un rilancio produttivo per lo stabilimento Unilever di Sanguinetto che salverà 15 dei 77 lavoratori dichiarati in esubero ed una gestione condivisa tra azienda e sindacati degli altri dipendenti che rischiano il posto.
È scaduto ieri, 2 luglio, il congelamento del licenziamento collettivo avviato a fine maggio da Unilever a seguito della decisione di trasferire in Portogallo la produzione del dado tradizionale Knorr. Una decisione che aveva scatenato la protesta dei sindacati, pur rassicurati dalla certezza che il sito produttivo non avrebbe chiuso. I licenziamenti erano stati sospesi grazie anche alla mediazione della Regione Veneto, esercitata dall'assessore regionale al lavoro Elena Donazzan, dall'unità regionale di crisi guidata da Mattia Losego e dalla Direzione Lavoro. E sempre grazie a questa mediazione è stato possibile ieri trovare un accordo al termine del tavolo di crisi convocato a Venezia.

I rappresentanti dell'azienda, i sindacati e la Rsu aziendale si sono confrontati, insieme ai rappresentanti dell'istituzione regionale ed è stata confermata da parte di Unilever la volontà di investire nello stabilimento di Sanguinetto. Sarà mantenuta in via esclusiva la produzione di dadi Gelli Knorr e verrà introdotta una nuova linea di produzione, quella dei tubi di maionese Calvè. Questo intervento prevede un investimento complessivo di due milioni e mezzo di euro in macchinari ed adeguamento delle competenze del personale e si concluderà entro gennaio 2020 garantendo l'impiego di 15 lavoratori attualmente in esubero.
Il rischio licenziamento, così, riguarderebbe una cinquantina circa di dipendenti, la cui gestione sarà condivisa tra organizzazioni sindacali e azienda, in modo da ridurne il numero attraverso strumenti come la cassa integrazione, le uscite volontarie e i prepensionamenti.

La Regione Veneto si è fatta garante di questo accordo e per questo il tavolo istituzionale non è stato chiuso, ma resterà attivo per vigilare sul percorso concordato dalle parti.

Esprimo soddisfazione per il raggiungimento di un importante risultato per la realtà produttiva di Sanguinetto - ha commentato l'assessore Donazzan - È stato possibile grazie all'alto livello di maturità e consapevolezza espresso dai rappresentanti aziendali, dai lavoratori e dalle parti sindacali venete. La Regione Veneto, con le proprie strutture tecniche e in dialogo con le parti sociali, dimostra ancora una volta di essere in grado di attivare processi di rilancio produttivo come risposta a situazioni di crisi aziendali.

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