Il governatore del Veneto Zaia: «Chiederò al governo inasprimento delle norme. Stop alle passeggiate»

Il presidente della regione chiede di allungare nel tempo le restrizioni oltre il 25 marzo e un nuovo decreto più severo: «Abbiamo 156 persone in Veneto che oggi respirano con un tubo in bocca e proiezioni da 500/600 persone in terapia intensiva. Restare a casa, vuol dire che i nuclei familiari devono restare in isolamento»

 

«Le restrizioni non bastano, c'è stato un grande impegno, la sera tutti i cittadini sono in isolamento, ma è pur vero che ieri ci siamo trovati con troppa gente in giro a passeggiare o sulle piste ciclabili». Così si è espresso il governatore del Veneto Luca Zaia nel consueto punto stampa quotidiano durante la mattinata di lunedì 16 marzo.

Il presidente del Veneto ha quindi ribadito che le previsioni attuali per quel che riguarda le terapie intensive si stanno verificando puntualmente e, dunque, la situazione va monitorata con attenzione: «Abbiamo 156 persone in Veneto che oggi respirano con un tubo in bocca e per i prossimi giorni abbiamo proiezioni da 500/600 persone in terapia intensiva. Restare a casa, - ribadisce Zaia - vuol dire che i nuclei familiari devono restare in isolamento».

Non lesina severe raccomandazioni ai cittadini veneti il governatore Zaia, sottolineando che a suo avviso è necessario un ulteriore inasprimento delle norme e restrizioni per contenere la diffusione del coronavirus "Sars-CoV-2": «Sono favorevole affinché il governo inasprisca le regole, - sentenzia il governatore Zaia - sto già vedendo se è possibile come Regione fare nuove ordinanze. La mia opinione è quella di chiedere al governo di inasprire ulteriormente le norme. Abbiamo capito che la "valvola di sfogo" dell'attività fisica non va bene, perché anche io sono uno che va a correre, ma in questa fase così non può funzionare e non ci vado proprio per dare il buon esempio». Tra le nuove restrizioni auspicate Zaia quindi indica la «chiusura dei centri commerciali e le rivendite la domenica», poi aggiunge il governatore «va chiarita la cosa della passeggiata che non è un delitto, ma non può diventare una marcia di gruppo, perché anche con distanze di un metro il rischio di contagio è comunque presente». 

Per quanto concerne poi il monitoraggio dei cittadini positivi attraverso i tamponi, il governatore del Veneto ha ribadito la volontà di estendere quanto più possibile i controlli: «Abbiamo quasi 7.000 persone oggi in isolamento fiduciario all'esito dei tamponi. Oggi facciamo circa 3.300 tamponi al giorno e vogliamo arrivare a farne 11.000 al giorno nelle microbiologie venete. Tutto questo con l'obiettivo di isolare eventuali focoalai. La priorità è sempre quella di fare i tamponi anzitutto al personale sanitario, - spiega Zaia - dagli ospedali alle case di riposo e medici di base, poi via via tutti gli altri. Questo perché più casi isoliamo, più sicurezza produciamo. Ad oggi abbiamo fatto più di 35.000 tamponi, di cui 31.135 negativi».

Per quel che riguarda la situazione del reperimento di mascherine protettive, il presidente del Veneto non ha nascosto le attuali difficoltà che un po' ovunque si riscontrano: «Ieri notte eravamo convinti di aver in arrivo 3 milioni di mascherine "Pff3", cioè le migliori. Ora ci arrivano notizie che dalla Cina è tutto bloccato. Stiamo però lavorando bene sull'acquisizione di "respiratori"». Piccola nota dedicata alla provincia veronese: «Abbiamo un primo "warning" su Verona, - spiega Zaia - perché nel Veronese la situazione si sta impennando». Sulla durata del decreto del governo, Zaia non ha usato giri di parole sottolineando che «la data del 25 marzo va assolutamente prolungata e serve un decreto più restrittivo».

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