Zaia in tv per Irpef e Pedemontana: "La tassa colpirà solo i redditi più alti"

Il presidente della Regione Veneto a Diretta Verona: "L'addizionale non scatterà per chi guadagna meno di 1.700 euro netti al mese"

Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia è in viaggio per spiegare la scelta che infiamma tutti i veneti, veronesi compressi: la reintroduzione dell'addizionale Irpef per completare la Spv, la Strada Pedemontana Veneta. Di questo e non solo ha parlato ieri sera, 16 marzo, al programma di Tele Arena Diretta Verona.

Perché la reintroduzione di una nuova tassa non piace a nessuno, ma Zaia ha spiegato che l'addizionale graverà soltanto su chi guadagna più di 1.700 euro netti al mese, il 20% della popolazione, quindi principalmente imprenditori e professionisti, gli unici che secondo il presidente della Regione hanno il diritto di lamentarli.

Altra giustificazione usata da Luca Zaia è quella del fiscal compact, come già replicato direttamente al sindaco di Verona Flavio Tosi. La tassa non serve per coprire debiti di bilancio, ma per accendere un mutuo necessario per finanziare l'opera ed evitare che resti incompiuta. 

E le responsabilità di questa situazioni, Zaia le individua nel Governo, che non libera i fondi necessari per il completamento della strada. Diversa invece la lettura di altri esponenti politici locali che invece indicano come peccato originale lo strumento del project financing. I No Tav veronesi chiedono invece di evitare le spese per costruire l'Alta Velocità e con questi soldi risparmiati finanziare la Pedemontana ed evitare di tassare i cittadini. "Basterebbe l'equivalente di 4 chilometri di Tav, che comunque paghiamo noi, per non dover dover sfilare dalle tasche dei cittadini veneti i soldi per la Pedemontana, che poi sarà a pagamento e gli incassi li gestirà il privato", ha scritto Daniele Nottegar, del comitato di cittadini contro la Tav di Verona.