Picchia la moglie e i figli e abusa della bambina di 10 anni

L'uomo tornava a casa ubriaco e se la prendeva con i figli, se la moglie cercava di mettersi in mezzo per proteggere i ragazzi finiva per essere a sua volta picchiata. Ogni venerdì mattina, inoltre abusava della figlioletta

Ennesimo caso di maltrattamenti casalinghi a Verona: dopo le recenti denunce per abusi di minori e violenze che sono state imputate ad alcuni cittadini del capoluogo scaligero, oggi un altro caso similare viene alla luce. Un padre di 49 anni, originario dello Sri Lanka, è finito sotto accusa per aver picchiato i figli e la moglie ed aver abusato della sua bambina di 10 anni.

ORRORE IN CASA – Succedeva spesso: l'uomo tornava a casa ubriaco e se la prendeva con i figli, maltrattando ferocemente anche i più grande, disabile. Se la moglie cercava di mettersi in mezzo per proteggere i ragazzi finiva per essere a sua volta picchiata. Uno scenario terrificante, reso ancora più terribile dalle tremende abitudini dell'uomo. Ogni venerdì mattina, infatti, quando la moglie usciva di casa prestissimo per andare a lavorare, l'uomo trascinava la bambina di 10 anni sul letto matrimoniale, iniziava a toccarla e la obbligava a fare altrettanto. Una brutta storia terminata nel 2011 quando la bambina confidò ad un'educatrice quello che accadeva il venerdì mattina. Da allora lei è stata affidata ad una struttura protetta e vede sporadicamente anche la mamma: quando emerse la vicenda gli educatori ritennero che l'ambiente familiare non fosse sufficientemente protetto e quindi la bambina fu affidata alla cura di una struttura che si occupa di minori in difficoltà.

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IN CONTUMACIA – L'uomo in sede legale è stato condannato a sette anni di reclusione per violenza sessuale aggravata, oltre ad avere l'obbligo di versare a titolo di risarcimento 25mila euro alla madre. Ma, quando emerse la vicenda, il 49enne dello Sri Lanka non venne né fermato né interrogato e, infatti, appena si capì che la cosa sarebbe terminata davanti ad un giudice, l'uomo decise di abbandonare l'Italia. “Me ne vado, torno in Sri Lanka”, con questo laconico biglietto lasciato sul tavolo della cucina l'uomo ha salutato la sua famiglia. Durante il processo si sono susseguite le deposizioni di coloro che vennero in contatto con la bambina. E tra questi la poliziotta che la ascoltò in Questura, coadiuvata da una psicologa infantile.

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