"La sicurezza non è solo questione di ordine pubblico e legalità", parola di vigili del fuoco

Nel bel mezzo di una campagna elettorale in vista delle Amministrative di giugno tutta incentrata sui temi della "sicurezza", arriva la presa di posizione da parte di "Verona Sicura, Vigili del Fuoco sul territorio. Uniti si può"

La campagna elettorale in vista delle prossime elezioni amministrative che determineranno il futuro sindaco della città di Verona è ormai entrata nel vivo. I candidati, tanti e tanto appassionati, si affrontano ormai da mesi sui temi più svariati, ma ve n'è uno che va senz'altro per la maggiore, quello della "sicurezza". Vi è chi di sicurezza e prevenzione del pericolo ha fatto una scelta di vita, oltre che una professione che ogni anno contribuisce a salvare migliaia di persone.

Stiamo ovviamente parlando dei vigili del fuoco e di chi come loro, nel quotidiano sperimenta le difficoltà che i cittadini si trovano ad affrontare anche sotto il profilo sociale. E in queste lunghe giornate calde preelettorali, dove non mancano evidentemente richieste da parte di alcuni candidati alla poltrona di primo cittadino che vorrebbero farsi fare una foto insieme con i pompieri, vale senz'altro la pena ascoltare sul tema della "sicurezza" la voce di chi ogni giorno se ne occupa. Riportiamo in merito le parole del Portavoce unitario “Verona Sicura, Vigili del Fuoco sul territorio. Uniti si può” Luca Cipriani:

"È iniziata la campagna elettorale e la nostra splendida città, tutto ad un tratto, sembra essersi trasformata in un inferno dantesco. Con gli slogan legati alla sicurezza che campeggiano in ogni angolo della città, si punta tutto su un supposto bisogno di ordine pubblico. Ma siamo sicuri che sia questo il problema vero dei cittadini? Siamo sicuri che i cittadini non abbiano qualche bisogno altrettanto impellente a cui dare risposta? Siamo consapevoli che continuare a ripetere che Verona non è abbastanza sicura non giova all’immagine che la città ha acquisito in questi decenni?

Con l’esperienza, cominciata un anno fa, denominata “Verona Sicura, Vigili del Fuoco sul territorio”, i Vigili del Fuoco di Verona hanno manifestato alcuni problemi, premettendo sempre che la nostra è una città sicura che merita qualche investimento in più in ordine alla prevenzione ed al soccorso ai cittadini. Su questo tema, la maggior parte delle forze politiche e dei movimenti veronesi hanno dato il loro contributo e, grazie a questa unità, sono arrivati i primi risultati, con un coinvolgimento del territorio che ha smosso la difficile e complessa macchina ministeriale. Cosa è cambiato in un anno? Perché l’asse della discussione sulla sicurezza si è sposato sull’ordine pubblico e si è abbandonata la strada della prevenzione e del soccorso?

Ora, senza voler negare alcuni problemi visibili rispetto all’infiltrazione di varie forme di criminalità organizzata, indipendentemente dalla loro origine nazionale o extracomunitaria, temo che, rispetto al percorso tracciato unitariamente dai pompieri veronesi e dalle forze politiche cittadine, si preferisca la strada più vicina all’elettorato che conta, quello che si fa sentire, quello che ha i mezzi per organizzare incontri. Conseguentemente, rimarranno ancora una volta inascoltati quei cittadini che, in preda a difficoltà insuperabili, senza l’aiuto delle Istituzioni diventano “invisibili”. Cittadini “veronesi de soca” che, per essersi ammalati o per aver perso il lavoro, vivono isolati nelle loro case, spesso senza riscaldamento o energia elettrica. È anche a questi bisogni, che i soccorritori incontrano ogni giorno, che era ed è rivolta l’operazione messa in campo dai pompieri veronesi. Si rischia così di abbandonare l’idea che sia praticabile un percorso che punta a prevenire quei rischi a cui i cittadini sono esposti, talvolta anche per difficoltà collegate ad una condizione economica e sociale inimmaginabile.

Più in generale, pensando anche ai nostri giovani e cominciando quindi dalla sicurezza nelle scuole, visto che ogni lista sta presentando i propri programmi, sarebbe bello leggere che, in particolare nei luoghi pubblici, nei prossimi cinque anni saranno assicurati interventi di prevenzione rispetto a taluni rischi, come, ad esempio, il rischio sismico e il rischio d’incendio, sapendo che una buona prevenzione, oltre a salvare vite umane, costa sicuramente molto meno di una difficile ricostruzione. Accanto a questo,  una diffusione capillare di centri per il soccorso,  in modo da assicurare interventi puntuali ad ogni cittadino.

Ovviamente, come sempre, - conclude la il portavoce di Verona Sicura - siamo disponibili al confronto con i vari candidati all’importante carica di sindaco di una delle più belle, importanti e sicure città d’Italia, ricordando a tutti che i viigili del fuoco mettono il cuore in campo ogni giorno, sapendo di essere la rappresentazione di uno Stato che funziona e riesce a dare una risposta ad ogni cittadino, arrivando dove nessuno sa arrivare".

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