Verona, chiama 20 volte al giorno e minaccia di ucciderla: fermato 54enne

Un incubo di ansia e paura generato dall'uomo che non si dava pace per la fine della relazione con una 44enne veronese. La pedinava al lavoro e la picchiava arrivando a dirle di volerla uccidere con una balestra

Pedinata fin dove lavorava, molestata telefonicamente con 20 chiamate al giorno, minacciata di ucciderla con una balestra e presa a schiaffi. L'ha fatta finire in ospedale con quelle violenze, un 54enne, arrestato dai carabinieri di Verona per stalking. Non si dava pace per la fine della sua relazione e per costringerla a restare con lui era passato alle maniere forti e alle mani. Era già stato in carcere a gennaio per lo stesso motivo. L'indagato era già stato allontanato dai luoghi frequentati dalla donna, 44 anni residente in città, con la quale aveva avuto un rapporto di circa un anno finito lo scorso giugno.

Nonostante la donna fosse stata chiara, l'indagato l'ha perseguitata sul luogo di lavoro, minacciata di morte e schiaffeggiata, costringendola a ricorrere alle cure dei medici del Pronto soccorso. L'uomo, che è stato ristretto agli arresti domiciliari nella propria abitazione, già a gennaio era stato arrestato dai carabinieri per aver molestato l'ex moglie, 49enne della provincia, arrivando a sfondarle il portone d'ingresso della sua abitazione. La persecuzione, secondo quanto si è appreso, sarebbe avvenuta mentre l'uomo aveva un rapporto con una nuova compagna che ora, dopo averlo lasciato, l'ha denunciato.

Un costante stato di ansia e di paura, timori per la propria incolumità: già in passato l’aveva percossa, minacciata di ucciderla con una balestra, pedinata, alzata da terra e afferrata dicendole che l’avrebbe defenestrata. L’aveva schiaffeggiata, sbattuta contro il muro nell’ufficio dove lavora. Per intimidirla spesso si era recato nel suo ufficio, l’aveva chiamata fino a 20 volte al giorno. La donna in passato aveva rimesso le querele presentate, ma alla fine ha capito che anche questa ulteriore chance data al suo ex compagno non era servita a nulla e ha deciso di rivolgersi ai carabinieri. Neppure il provvedimento emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Verona con cui all’uomo era stato vietato di avvicinarsi all’abitazione e al luogo di lavoro della donna e di comunicare con lei, i suoi amici e i suoi parenti lo ha fatto desistere dal perseguitarla. Pochi giorni dopo la notifica del provvedimento l’uomo ha violato le prescrizioni della misura cautelare, molestandola telefonicamente e pedinandola. A quel punto la donna, residente a Verona si è rivolta ai militari dell’Arma che, raccolta la denuncia, hanno raccolto testimonianze e chiesto l’aggravamento del provvedimento cautelare.

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Si tratta delll'ennesimo caso di violenza sulle donne cui Verona fa da sfondo. Il provvedimento restrittivo è avvenuto a solo tre giorni dall'arresto, sempre da parte dei carabinieri scaligeri, dell'avvocato veronese 45enne Vittorio Ciccolini per l'omicidio della sua ex compagna Lucia Bellucci, 31 anni, estetista.

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