Verona, traforo e filobus: il Comune vuole l'accelerazione. Il Pd: "Ancora bufale dal sindaco Tosi"

L'amministrazione attende l'apertura del parcheggio "Centro" all'ex Gasometro. A settembre dovrebbero partire anche i lavori in piazzale XXV Aprile a Porta Nuova. Opposizione all'attacco sul Passante nord: "Non procede nulla"

Il sindaco Tosi consegna le chiavi di tre nuove motociclette alla polizia municiapale

Filobus, parcheggi, Piano degli interventi e traforo delle Torricelle. Sarebbero queste (in realtà punti fermi, alcuni immobili da 30 anni) le priorità dell'amministrazione Tosi al rientro dalle vacanze. Per settembre è stato annunciata l'apertura del park "Centro" all'ex Gasometro e presto cominceranno i lavori per rivoluzionare la viabilità. Sarà realizzato un sistema circolatorio a flusso continuo su tre corsie, con un’unica direzione di marcia in senso antiorario: da lungadige Galtarossa, lungo via Campo Marzo, piazzale del Cimitero, via Torbido, viale dei Partigiani, lungadige Porta Vittoria. Sul filobus invece il via libera al Cipe di Roma aveva galvanizzato gli uffici comunali che sarebbero pronti a tenere a battezzo i primi cantieri in piazzale XXV Aprile, quello della stazione, dove sta sorgendo il parcheggio multipiano. I lavori, nelle intenzioni di Tosi, dovrebbero partire già da settembre.

PARCHEGGIO EX GASOMETRO: "LAVORI FINITI". SI APRE A SETTEMBRE. SOSTA A 1 EURO

In merito al Passante nord, invece, il sindaco ha confessato a L'Arena, di essere ottimista:

«Se entro settembre riusciamo a sbloccare il piano finanziario dell'autostrada Brescia-Padova, perché tutto è legato ai 53 milioni di contributo dell'A4, insieme al ministero delle Infrastrutture e al ministero dell'Economia, si potrà finalmente firmare il contratto con la ditta. I cantieri, ovviamente», mette le mani avanti, «non partiranno il giorno dopo perché c'è ancora molta burocrazia, ma la firma del contratto significa che l'opera viene fatta».

Non così fiduciosi, anzi per nulla, sono gli esponenti del Partito Democratico veronese, Michele Bertucco e Marco Burato: "Dalla Calabria Tosi ci ha portato in dono il suo prodotto preferito, la bufala, allo scopo di convincere i cittadini che tutto procede per il meglio mentre i fatti indicano tutt'altra verità. Fino a qualche giorno fa Tosi assicurava fosse arrivato il famigerato parere dello Studio Cancrini sul traforo a due tempi, ma dall'ennesima verifica eseguita negli uffici comunali non è emersa ancora nessuna traccia del documento. Inoltre l'autostrada A4 sembra avere da risolvere ben altri problemi di rilancio e di rinnovo della convenzione prima di pensare di dare 53 milioni al traforo. Un'opera che costa almeno 10 volte tanto il contributo atteso, progettata su dati ormai vecchi di anni. Chi confermerebbe oggi la sua sostenibilità finanziaria? E come passare sopra alle ombre di imprese che non hanno ancora ottenuto il certificato antimafia dalla Prefettura?"

IL TRAFORO SARA' "DIMEZZATO" PUR DI PARTIRE

Continuano i democratici: "La nota dolente è che questa continua melina coinvolge anche il filobus, considerato che dal traforo dipende un'opera fondamentale come il parcheggio scambiatore di Cà di Cozzi. Quanto alle opere mirabolanti promesse con la “fase due” Piano degli Interventi siamo in pieno effetto deja vu: erano le stesse promesse che faceva Giacino quando ci raccontava “fase uno” precocemente accantonata (doveva durare fino al 2017 è stata archiviata l'anno scorso) vista la totale disattesa delle previsioni".

FILOBUS ALL'ESAME DEL CIPE: "LAVORI DA SETTEMBRE"

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