Verona, Tosi all'attacco di Report: "Nessun video hard o indagine su di me". Partono nuove querele

Il sindaco di Verona torna ad intervenire sulla puntata della trasmissione di Rai3 e si dice pronto ad un confronto (non con Ranucci): "Quel testimone? Un pugliese che aveva trovato lavoro e nemmeno si era presentato in Serit"

Non esistono filmini hard, non esistono indagini. Pronto al confronto, ma non con quei giornalisti "che considera m…". Ne è sicuro, il sindaco di Verona, Flavio Tosi, puntualizzando ancora una volta la sua posizione all’interno dell’ormai famigerata puntata di “Report” andata in onda su Rai3 il 7 aprile scorso. Tosi parla ai microfoni di Telenuovo e difende il suo operato e quello dell’amministrazione comunale che guida, negando ogni coinvolgimento con la malavita calabrese, ipotizzata con un colloquio tra il giornalista Sigfrido Ranucci e alcuni testimoni rimasti oscurati in volto (per privacy e sicurezza). Non solo. Il sindaco ha annunciato l’intenzione di far partire nuove querele (dopo quella allo stesso Ranucci, con l’accusa di diffamazione, presentata in procura prima della puntata “incriminata”). Sui filmini hard, che secondo le ipotesi potrebbero renderlo ricattabile in qualche modo, Tosi smentisce categoricamente, come spiega L’Arena:

«Assolutamente no, non c'è la minima ombra di dubbio, tra l'altro», afferma Tosi, «ho la scorta da sette anni, che mi segue in ogni mio spostamento... Se fossi ricattato da un video non avrei fatto le battaglie politiche che ho fatto e non mi sarei comportato come mi sono comportato dovendo affrontare anche una seconda campagna elettorale amministrativa avendo come avversari non solo il centrosinistra ma anche i partiti del centrodestra... La cosa che dà fastidio», continua, «è che immodestamente penso di aver amministrato abbastanza bene la mia città. Non riuscendo ad attaccarmi sul piano amministrativo e dei fatti si cerca di sputtanarmi, una roba veramente schifosa... Basti dire», escolama il sindaco, «che in uno dei file audio che ho consegnato alla Procura, il coautore di Report, Ranucci, dice ai suoi interlocutori che la Gabanelli vuol mandare in onda questa trasmissione un mese prima delle elezioni, per rovinare Tosi».

Arriveranno dunque nuove querele, annunciate in tv durante la trasmissione “Prima serata” di Telenuovo. Una di queste è indirizzata all’uomo che ha reso testimonianza a Ranucci e che nella puntata di inizio aprile aveva confessato di aver pagato una cifra per venire assunto dalla Serit, una società di smaltimento rifiuti controllata da Amia Verona. Con le sue parole aveva rivelato che la Serit non sarebbe stata altro che una società “di comodo” per assumere persone vicine alla ’ndrangheta. Tosi è pronto dunque a tornare in procura per accusarlo di “falso”. Quel testimone non sarebbe calabrese ma bensì pugliese, ha commentato il sindaco, è si tratta di un certo Francesco V., 43enne nato ad Altamura e con la voce doppiata. Avrebbe inoltre già avuto guai con la giustizia. Come spiega il quotidiano locale, riportando le parole di Tosi,

«costui, assunto a tempo determinato, non si era nemmeno presentato al lavoro e dopo essere stato cercato dal capo del personale torna per tre giorni, ha lavorato un giorno solo per poi licenziarsi perché il lavoro era troppo pesante... Ecco, questo era uno dei testimoni eccellenti di Report. E dirò di più», continua, «su 1.133 assunti nella Serit, solo 14 sono nati in Calabria, 52 del Nordafrica, 51 sono dell'est Europa, 22 sudamericani o asiatici, otto del centro Europa, il resto di varie regioni italiane. Questo per dire in che modo è stata costruita una macchina del fango... Domani andrò in Procura a denunciar per falso questo signore».

Indagini sul sindaco, insomma, non ce ne sarebbero. Il procuratore capo di Verona aveva già dichiarato che non era stato iscritto nessuno nel registro degli indagati, ne’ Tosi ne’ il suo (ex) assessore alo Sport, Marco Giorlo, anche lui tirato in ballo per presunti favoritismi e un caso di molestie sessuali su cui sta preparando un memoriale con il suo avvocato. Nel dire la sua versione dei fatti, il sindaco veronese ha anche annunciato di essere disposto ad un confronto diretto con un giornalista di Report (“Basta che non sia uno di quelli che hanno confezionato la trasmissione contro di me, che considero delle m…. Tutto deve avvenire però in tv, senza tagli”, ha detto). Non solo contro Ranucci, però, interviene il sindaco. Anche contro il volto più conosciuto della trasmissione di inchieste giornalistiche da anni su Rai3. A spada tratta anche contro Milena Gabanelli, citata durante l’intervista con il giornalista veronese Stefano Lorenzetto. Quest’ultimo, come spiega il Corriere Veneto, ha definito la conduttrice

«un'autrice di imboscate», raccontando un episodio che avrebbe coinvolto proprio lei e il giornalista americano Peter Arnett nelle strade malfamate di Saigon, filmandolo e usando poi il filmato per darne un'immagine talmente negativa da stroncarne la carriera.

E lo scontro continua.

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