Verona, tifoso Hellas catapultato fuori dal bus a Genova: "Il mezzo faceva gli 80 in curva"

Le testimonianze di chi c'era: "Gli autisti correvano come dei pazzi in centro città". "Pullman sovraffolati". Giorgio Leoni è caduto probabilmente perdendo l'equilibrio in una curva dopo che si erano aperte le porte del mezzo

Sono stabili le condizioni di Giorgio Leoni, di 43 anni, di Bussolengo, tifoso del Verona che domenica è caduto da un bus mentre andava allo stadio "Ferraris" per assistere alla partita Genoa-Verona. E' ricoverato nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Galliera di Genova ed è sottoposto a ventilazione. La prognosi rimane riservata. L'incidente si era verificato nella zona della Foce mentre i tifosi scaligeri venivano scortati allo stadio. Leoni è caduto dal bus, probabilmente perdendo l'equilibrio in una curva dopo che erano state aperte le porte del mezzo, e ha battuto il capo sull'asfalto, riportando un grave trauma cranico. E' stato subito soccorso e le sue condizioni sono apparse subito gravi. La diagnosi segnala anche una perforazione al polmone e traumi al cervello. Sulla dinamica dell'incidente si sta indagando. La famiglia Leoni ha deciso, come spiega l'Arena, di ricorrere ad un avvocato di fiducia. L'uomo, tifoso Hellas da sempre, è sposato con Antonella, ha due figli e lavora come giardiniere.

TIFOSO HELLAS CADE DAL BUS A GENOA E BATTE LA TESTA: FINISCE IN COMA

Così, mentre si faceva sentire la solidarietà di tanti tifosi gialloblù, è montato anche il desiderio di fare chiarezza sull'accaduto. Testimonianze pubbliche le offre Marco Montagna, membro del direttivo del "Movimento Gialloblù Pescantina" sulle pagine del quotidiano locale:

"Erano stati predisposti per il trasferimento dei tifosi allo stadio una quindicina di bus. Ne sono stati utilizzati due, e su uno di questi c´era anche Giorgio. Vogliamo far emergere chiare la nostra verità. Le porte non sono di certo state aperte apposta dai tifosi. Continuavano ad aprirsi e chiudersi. Si cercava di tenerle in sicurezza. Il pullman viaggiava a velocità sostenuta, nell´affrontare una curva, Leoni si è trovato catapultato fuori

Un altro tifoso sarebbe caduto dal mezzo, senza riportare gravi lesioni. Alla dichiarazione di Montagna si aggiunge quella di un altro sostenitore Hellas, presente a Genova. Durante la trasmissione "Che aria tira" su TeleArena, ha voluto spiegare cosa aveva visto e vissuto in quegli attimi:

"Siamo stati ammassati al porto, ci hanno fatto aspettare fino alle 12,15, prima di essere trasportati verso lo stadio. Facevano partire un pullman alla volta, sovraffollato con sopra 100-150 persone. Si è viaggiato ai 70-80-90 all´ora nel centro della città con le porte aperte. Ed è successo proprio così che la persona rimasta vicino alla porta è finita fuori dal bus. Il pullman non si è fermato, lo hanno raccolto quelli che stavano dietro. Siamo arrivati allo stadio 20 minuti dopo il il fischio d´inizio e c´è anche chi ha perso il primo tempo. Confermo che il pullman era molto affollato. E sul mio mezzo c´erano tre porte e tutte erano aperte"

E altre dichiarazioni si sovrappongono sulla presunta velocità folle del bus navetta. Anche il mezzo partito poco prima di quello su cui viaggiava Leoni non avrebbe rispettato i canoni di sicurezza. Come spiega Carla Riolfi, su L'Arena,

"Io sono partita con il primo bus navetta. Noi eravamo stipati, con le porte chiuse, ma il conducente correva come un pazzo. Quando siamo ripartiti alla fine della gara ci siamo trovati di nuovo ammassati come bestie su questi pullman, e c´erano anche donne, bambini e anziani. Sapevamo quello che era successo a Leoni. Nonostante tutto i pullman erano tutti con le porte aperte, anche il mio".

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