Verona, terremoto sulla discarica di Ca' Filissine: arrestati i vertici della società Daneco

Portata a termine l'indagine dei carabinieri del Nucleo ambientale di Milano, Roma e Napoli sull'azienda che gestisce gli impianti di Pescantina: accuse di truffa, corruzione e traffico illecito di rifiuti pericolosi

La discarica di Ca' Filissine (foto web)

Uno scandalo che investe ancora le aziende e i palazzi del potere veronese. Se a Verona le inchieste in corso fanno tremare uffici pubblici e ditte coinvolte, non sorride nemmeno la provincia. A Lazise come a Pescantina. Sono stati arrestati i vertici della Daneco Spa, società che gestisce la discarica di Ca’ Filissine. Gli impianti sono da tempo al centro di un dibattito tra comitati di cittadini amministrazione comunale e minoranza, a causa della bonifica e messa in sicurezza. La discarica in realtà è stata posta sotto sequestro nel 2006 ed è uno dei motivi scatenanti delle dimissioni del sindaco, Alessandro Reggiani, di fine maggio 2013. L’indagine, durata oltre due anni, è stata portata avanti dal Nucleo ambientale dei carabinieri di Milano, assieme ai colleghi di Roma e Napoli.

Le accuse che hanno portato in carcere i vertici della Daneco sono pesanti e riguardano impianti di proprietà a Pioltello, nell’ex area Sisas, e Rodano, entrambe nel Milanese: dalla truffa aggravata per erogazioni pubbliche alla corruzione, fino al traffico illecito di rifiuti. Arrestati il presidente del Consiglio di amministrazione di Daneco impianti, Francesco Colucci, Bernardino Filipponi, amministratore Daneco, Luigi Pelaggi, dirigente del Ministero dell’Ambiente, (già capo della segreteria tecnica dell’ex ministro Stefania Prestigiacomo). Ai domiciliari invece Luciano Capobianco e Fausto Melli, del Consiglio di amministrazione di Sogesid Spa, e Claudio Tedesi, consulente. Secondo l’accusa avrebbero partecipato a vario titolo agli illeciti derivanti all’aggiudicazione degli appalti per i lavori di bonifica a Ca’ Filissine, oltre che allo smaltimento dei rifiuti nei siti di proprietà de-classificandoli da “pericolosi” a “non pericolosi”.

La notizia sulla Daneco, ha fatto saltare sulle sedie gli abitanti, attivisti e amministratori di Pescantina: è arrivata, come spiegano i quotidiano locali, nel momento in cui si stava presentando pubblicamente il progetto per la bonifica della discarica, nel salone parrocchiale di Balconi. Come spiega sull’Arena il commissario straordinario Rose Maria Machinè, subentrata per ordine del prefetto al dimissionario Reggiani,

“La giustizia deve fare il suo corso e accertare le responsabilità delle persone coinvolte. La situazione della discarica di Ca' Filissine verrà comunque seguita per dare ai cittadini di Pescantina la tranquillità necessaria e per porli al riparo da ulteriori inquinamenti. Abbiamo, inoltre, dato incarico ai nostri legali di verificare la posizione dei rapporti che intercorrono tra il Comune di Pescantina e la società Danec e faremo i dovuti approfondimenti su questo nuovo scenario che si presenta”

IL DOCUMENTARIO DEL MOVIMENTO 5 STELLE SU CA' FILISSINE

 

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