Verona, tentata diffamazione a Tosi da Report: la Procura (di Padova) apre fascicolo d'indagine

Il sindaco di Verona aveva denunciato il giornalista Sigfrido Ranucci, perchè avrebbe tentato di screditarlo “confezionando” una puntata ad hoc sui presunti casi di malaffare in cui sarebbero coinvolti politici veronesi

Il giornalista Ranucci durante il video ripreso di nascosto da Borsato

I documenti sull’inchiesta erano stati trasferiti a Padova perché il reato ipotizzato sarebbe stato commesso nella città del Santo. E’ stato dunque aperto un fascicolo dalla Procura per la presunta tentata diffamazione ai danni del sindaco di Verona, Flavio Tosi, ma non ci sarebbe alcun nome sul registro degli indagati. Secondo quest’ultimo il giornalista Sigfrido Ranucci, della trasmissione tv “Report” di Rai3 condotta da Milena Gabanelli, avrebbe tentato di screditarlo “confezionando” una puntata ad hoc sui presunti casi di malaffare in cui sarebbero coinvolti grossi nomi della politica veronese e membri dell’amministrazione.

A seguito delle anteprime e delle indiscrezioni di Report, sulla puntata andata in onda il 7 aprile, si era persino dimesso l’assessore allo Sport, Marco Giorlo, il cui nome era comparso più volte perché si era supposto un suo collegamento a potenti clan della malavita calabrese in città e anche in riferimento ad un presunto caso di molestie sessuali su una giovane romena che si era recata da lui per cercare lavoro.

A denunciare Ranucci era stato Tosi, seguito da Giorlo e dal comandante della guardia di finanza di Verona, Bruno Biagi, ora trasferito a Roma. Secondo le regole sulla giurisdizione, tuttavia, è Padova che se ne deve occupare, poiché il primo contatto avuto da Ranucci con Sergio Borsato, amico leghista del sindaco scaligero, era avvenuto in stazione a Padova. Durante l’incontro Borsato aveva confessato di essere a conoscenza di particolari “scottanti” sulla vita personale e politica di Tosi e di poter organizzare un faccia-a-faccia tra il giornalista e una terza persona “informata dei fatti”. Ora la Procura è chiamata a chiarire su tutta la vicenda, che a Verona ha fatto scoppiare una polemica dietro l’altra. Come riporta il Corriere Veneto,

A sentire le prime voci di corridoio interne all'indagine però, il comportamento di Report e di Sigrifido Ranucci non avrebbe violato nessuna regola nella raccolta della notizia. Certo è che l'ultima parola spetta al magistrato dopo aver visionato gli elementi raccolti dagli agenti della Digos che stanno cercando di capire anche l'esistenza, o meno, filmato compromettente promesso a Ranucci dalle sue fonti, fin dal primo incontro a Padova.

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